«Caposala, la Asl interviene tardi»

Il sindacato Fials: via alla selezione dopo 10 anni di irregolarità denunciate
PESCARA. «Nel pubblico impiego, quindi anche alla Asl di Pescara, per accedere a una funzione superiore e a una qualifica diversa da quella posseduta è indispensabile aver superato un concorso per titoli ed esami su posti vacanti e disponibili. Com’è di tutta evidenza gli attuali facenti funzioni-caposala non hanno superato alcuna prova concorsuale». Sui presunti caposala abusivi, torna ad attaccare il sindacato della sanità Fials: «Questa condizione indispensabile», spiega il segretario provinciale Gabriele Pasqualone, «è stata ribadita anche in tribunale che, infatti, ha riconosciuto solo la differenza economica e non l’attribuzione della qualifica di caposala. È appena il caso di ricordare che dette anomalie persistono da circa dieci anni». Il sindacato Fials, a novembre 2013, si è rivolto alla procura della Corte dei Conti dell’Aquila per un presunto danno da quasi 100 mila euro ai danni della Asl per le indennità pagate ai coordinatori nominati irregolarmente. «Il danno e la relativa responsabilità non è solo contro l’erario pubblico, ma soprattutto verso i comportamenti e le decisioni assenti da parte dei responsabili di tali atti illegittimi. Non fosse altro perché i caposala percepiscono un corrispettivo economico aggiuntivo, per legge di loro spettanza, ma non per questo legittimante degli atti amministrativi. Si prevede, inoltre, di indire una selezione non per coprire posti vacanti, ma solo per dare l’agibilità a svolgere le funzioni proprie del profilo professionale di caposala. Tale iniziativa è negativa».

