Carcere, annuncio dei sindacati «Pronti a ricorsi e proteste»

8 Novembre 2019

PESCARA. I sindacati della polizia penitenziaria si dividono sulle proposte della direzione del carcere di San Donato su turni e organizzazione del lavoro: sei delle otto sigle rappresentate a San...

PESCARA. I sindacati della polizia penitenziaria si dividono sulle proposte della direzione del carcere di San Donato su turni e organizzazione del lavoro: sei delle otto sigle rappresentate a San Donato sono pronte a ricorrere alla commissione arbitrale regionale e a manifestare se queste proposte non verranno ritirate.
La spaccatura è nata nella riunione convocata una settimana fa: vertice che è stato subito abbandonato dai rappresentanti di Osapp (Marcello Ascenzo e Nicola Di Felice), Uspp (Roberto Fiori e Sabino Petrongolo), Fns Cisl (Enea Di Liberato), Uil-Pa (Giuseppe Ferretti) e Fsa-Cnpp (Marcello Albani); non era presente il delegato del Sinappe, che ha comunque sottoscritto il comunicato insieme alle sigle succitate. Hanno invece continuato a partecipare i rappresentanti di Sappe (Angelo Cantoro, Andrea Di Antonio e Giuseppe Ninu) e Cgil-Fp (Nevio Tiberio e Mario Di Febo). Sappe e Cgil-Fp, pur continuando come tutti i sindacati a chiedere il reintegro e l’ampliamento della pianta organica, sempre considerata carente, sono disponibili a continuare sulla strada intrapresa dell’accordo con la direzione.
I sindacati “dissidenti” hanno invece lasciato l’ultimo incontro con la direttrice Lucia Di Feliciantonio dopo mezzora, perché ritengono inaccettabili le premesse. Per oggi è attesa la comunicazione al provveditorato regionale, con la quale chiedono di riaprire la trattativa su altre basi. Nel caso la richiesta non dovesse essere accolta, Osapp, Uspp, Fns-Cis, Uil-Pa, Fsa-Cnpp e Sinappe, sono pronti a ricorrere alla commissione arbitrale regionale. Inoltre, se continua il braccio di ferro, le sei sigle sindacali sono pronte a indire una manifestazione entro la fine di novembre. I “sindacati dissidenti” ritengono che siano «violazioni di norme del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), dell’accordo quadro nazionale e del protocollo intesa regionale», come scrivono in un comunicato stampa diffuso dopo la riunione. Osapp, Uspp, Fns-Cis, Uil-Pa, Fsa-Cnpp e Sinappe lamentano «la mancata considerazione di tutte le proposte formulate nei precedenti incontri con la direzione della casa circondariale per il recupero del personale, e per la riduzione dei carichi di lavoro che affliggono quotidianamente gli operatori in servizio, oramai allo stremo delle forze. Invece la direzione impone giornalmente al personale di polizia penitenziaria l’effettuazione di turni prolungati e continuo ricorso a prestazioni di lavoro straordinario, che tra l’altro vengono retribuite solo in minima parte».(a.r.)
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