Cardelli: centro congressi al posto del mercato

23 Ottobre 2019

L’imprenditore sollecita una riflessione politica sulla struttura di piazza Muzii «O si porta avanti il progetto della boqueria oppure si cambia. Serve una svolta»

PESCARA. «Al posto del mercato di largo Scurti che ormai langue in un coma irreversibile, pensiamo a un centro congressi con sala mostre». Un post su Facebook di tre righe dà il via alla riflessione sul futuro del mercato di piazza Muzii. Lo ha pubblicato ieri mattina Stefano Cardelli che non è solo un imprenditore, ma anche il coordinatore di Fratelli d’Italia e il rappresentante locale della Ciba-Confartigianato. Ha il sapore di una provocazione, il suo post, ma in realtà lo stesso Cardelli spiega di voler solo promuovere una riflessione. Perché in passato si è pensato più volte di rilanciare il mercato e di realizzare, ad esempio, una struttura simile alla famosa boqueria di Barcellona, ma poi non se n’è fatto niente. E per questo Cardelli sollecita un approfondimento. «Quegli spazi vanno resi più attrattivi per cui o vanno completati, realizzando il progetto della boqueria, oppure si cambia. E un’idea potrebbe essere quella del centro congressi che è adatta alla zona essendoci a disposizione parcheggi, locali per la ristorazione e strutture alberghiere».
L’idea è stata lanciata «seguendo l’impulso perché amo Pescara e la voglio bella, pulita e sicura», riflette Cardelli che passa idealmente la palla al Comune. «La proposta va condivisa con il sindaco Carlo Masci e l’amministrazione, dopodiché il Comune potrebbe pensare a un concorso di idee», ipotizza Cardelli sottolineando di non essere «un tecnico» per cui «la fattibilità di una operazione del genere andrebbe studiata dagli uffici».
Su una cosa Cardelli non ha dubbi. «L’area va sistemata per cui o si porta avanti il progetto della boqueria, con la somministrazione di alimenti e bevande e i prodotti tipici oppure si deve cambiare idea, puntare su altro. Così com’è il mercato non può funzionare ancora a lungo, e lo dimostra il fatto che sono rimasti in pochi. In questa zona soffrono anche i commercianti. E lo stesso si dica per i residenti, che contestano l’eccessivo rumore provocato di notte dai locali della zona. Promuovendo una struttura che funzioni di giorno, come il centro congressi, i benefici sarebbero avvertiti da tutti coloro che vivono questa sofferenza. E le attività che ora lavorano di notte avrebbero la possibilità di lavorare di giorno, chiudendo prima». Per l’imprenditore è indispensabile puntare sul centro commerciale naturale. «Questa parte della città può aiutare l’economia di Pescara. Portando qui i congressi si riempirebbero gli alberghi e avrebbero la possibilità di lavorare anche negozi e ristoranti». Insomma si creerebbe un circuito virtuoso che ora manca.
«Si deve svoltare», sintetizza Cardelli dopo aver affidato la sua strategia a Facebook, per stuzzicare un approfondimento. Il suo obiettivo, chiarisce, non è certamente quello di colpire gli operatori che ancora oggi lavorano all’interno del mercato. Ma, conclude, se «si continua a non fare nulla, sicuramente non si svolta». (f.bu.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.