Caritas in prima linea «Sempre più famiglie impoverite dal Covid»
Penne, l’emporio di contrada Conaprato assiste 12 paesi dell’area vestina e teramana: elettrodomestici, cibo e vestiti
PENNE. La zona arancione non ferma la macchina della solidarietà dell’emporio Caritas di Penne.
Nonostante le restrizioni previste dall’inserimento dell’Abruzzo in zona arancione, gli utenti bisognosi di assistenza alimentare e di vestiario potranno continuare a rifornirsi al centro Caritas di contrada Conaprato a Penne. L’emporio Caritas provvede al sostentamento di 12 paesi dell'area vestina e teramana.
In totale, tra continuativi e saltuari, ha provveduto al sostentamento alimentare di oltre 200 famiglie. Sono state accolte anche famiglie.
«Considerata la fase difficile che stiamo attraversando», spiegano i rappresentanti della Caritas Penne, «abbiamo portato la durata delle tessere da 3 a 6 mesi».
Su proposta della Caritas diocesana e del Banco Alimentare, la Caritas di Penne è stata scelta anche come soggetto attuatore per un progetto denominato “Fresco”, cioè un consorzio di aziende leader a livello nazionale che renderanno disponibili per le persone bisognose eccedenze di prodotti freschi e surgelati, anche attraverso la fornitura di attrezzature strumentali specifiche: frigoriferi, congelatori e contenitori termici.
«Il nostro obiettivo è quello di dare alle famiglie una possibilità concreta, un aiuto reale», dicono ancora dalla Caritas.
Nel 2019 sono state assistite dai volontari della Caritas Penne ben 5.922 persone nel reparto vestiario dell’emporio solidale.
Oltre alla distribuzione bi-settimanale di indumenti, scarpe e giochi, l’emporio solidale locale ha fornito l'abbigliamento completo anche a circa 150 migranti ospiti nei Centri di accoglienza di Penne.
I numeri del 2020, a fine anno, nonostante le problematiche legate al distanziamento, sicuramente racconteranno cifre ancor più negative. L’emergenza coronavirus ha mandato in crisi anche il mondo del lavoro.
«In molte famiglie c’è chi ha perso il lavoro. In altre c’è chi lavorava in nero e quindi non ha diritto agli ammortizzatori sociali. In questo periodo, abbiamo condiviso la pena di tante famiglie nuove che hanno bussato al nostro emporio. Lo hanno fatto con una dignità encomiabile e le abbiamo accolte in modo fraterno. Nessuna persona che ha bussato o busserà alla nostra porta uscirà a mani vuote», concludono i referenti Caritas Penne.
In questo complicato periodo, inoltre, l’emporio Caritas di Penne ha provveduto anche al sostegno alimentare di alcune persone che solitamente beneficiano della mensa comunale, da tempo ormai chiusa per motivi di sicurezza igienica.
Con l’aiuto economico della Cei, inoltre, già da alcuni anni la Caritas Penne ha realizzato e portato avanti il progetto della “Casa di Accoglienza del Carmine”.
È stata ristrutturata completamente la casa parrocchiale e destinata alle persone sfrattate, che hanno perso il lavoro.
Nella casa di accoglienza del Carmine ci sono anche alcune famiglie costrette a scappare dal Venezuela, vista la difficile situazione economica e politica che si vive nel Paese sudamericano.
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