«Caro energia, le nostre proposte»

21 Dicembre 2022

Associazioni di categoria e sindacati elencano le priorità a giunta e consiglio

L’AQUILA. Otto proposte per dare subito una risposta alle imprese abruzzesi sul caro-energia. Il pacchetto, inviato a giunta e consiglio regionale all’indomani dell’approvazione, da parte dell’esecutivo, del bilancio di previsione 2023-2025, porta la firma di 16 sigle sindacali.
«Le misure di sostegno alle aziende vanno adottate ora, senza proroghe», si legge nella lettera siglata da Agci, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Coldiretti, Confapi, Confartigianato, Confcommercio L’Aquila, Confcooperative, Confesercenti, Legacoop, Cgil, Cisl, Uil e Ugl. A spingere sull’acceleratore è la scadenza di fine anno per la redazione del bilancio di previsione, che prevede anche una consultazione delle forze sociali. Una scadenza cui le 16 sigle, espressione del mondo dell’agricoltura, artigianato, commercio, cooperazione, piccola impresa, turismo e sindacati di lavoratori intendono arrivare con un obiettivo: l’attivazione di misure concrete di contrasto al caro-energia. Da qui, la richiesta alla Regione di mettere nero su bianco provvedimenti a favore del mondo imprenditoriale, nell’ambito della redazione dello strumento contabile. Dopo aver espresso «apprezzamento per un’analoga misura annunciata a favore delle famiglie», le associazioni hanno scritto al presidente Marco Marsilio, agli assessori Liris, Campitelli e D’Amario, al presidente del Consiglio regionale, Sospiri, al presidente della Commissione Bilancio, Montepara, e ai capigruppo. Le richieste: rimettere in campo fondi provenienti della programmazione 2014/2020, sospendere per 4 o 6 mesi le addizionali Irpef e Irap non impegnate per il pagamento delle spese sanitarie, mettere a disposizione eventuali royalties derivanti dalla produzione di energia in Abruzzo, sospendere o ridurre il pagamento del bollo auto per la quota appannaggio della Regione, semplificare e velocizzare le procedure burocratiche per la costruzione di impianti per produrre energia da fonti rinnovabili, destinare risorse per un credito d’imposta di almeno il 50% alle imprese che decidono di installare pannelli fotovoltaici sui capannoni, in modo da avviare sia l’autoproduzione sia la vendita della parte eccedente ad altri soggetti e potenziare, con risorse rilevanti, lo strumento delle Comunità Energetiche. Infine, si chiede di dare priorità alle aree montane, dove l’emergenza energetica pesa di più. Daniele Marinelli (responsabile economia Pd Abruzzo) fa sapere che sostiene la posizione di associazioni e sindacati.