«Caro Forte, la invitiamo al Pride»

I Giovani Democratici: «L’amore viene da chi è libero di essere se stesso»
CHIETI. La replica a Padre Bruno Forte arriva dai Giovani Democratici di Chieti e della Provincia di Chieti, dal consigliere Comunale Paride Paci e dal membro della segreteria cittadina del Pd, Davide Teti.
«La lettera esprime chiaramente il punto di vista di monsignor Bruno Forte riguardo la manifestazione dell’Abruzzo Pride che si terrà a Chieti.
Fa piacere sapere che le battaglie sui diritti, il rispetto di sé stessi, l’accettazione del proprio corpo nella sua femminilità e\o mascolinità (importante nell’incontro con l’altro diverso da sé, per arricchirsi reciprocamente), sia progetto comune tra società e Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Per questo», affermano i Gd, «La ringraziamo per le sue parole; però ci teniamo a precisare, facendoci in parte portavoce di una idea collettiva che accomuna la comunità dei Giovani Democratici a quella delle moltitudini di realtà che animeranno la manifestazione il prossimo fine settimana, che nessuno ha mai parlato di “cancellare la differenza sessuale perché non si sa più confrontarsi con essa” ma, proprio perché si ha sempre più consapevolezza di sé stessi, il 24 giugno andremo alla manifestazione a ricordare che:
1. Le famiglie aperte alla vita non sono necessariamente formate da una madre e un padre ma sono quelle che amano;
2. “Donare la vita” prima di essere un dono è una responsabilità, cosa che rimane estremamente chiara a chi decide di formare una famiglia in termini non biologici, senza contare che definire la “fecondità” come fine e non come mezzo ci pare totalmente contradditorio rispetto al concetto di rispetto del corpo e della sessualità;
3. L’accettazione del proprio corpo, come ha scritto nella sua lettera, è fondamentale nel rispetto e nell’incontro con l’altro. Questo è rilevante in relazione all’educazione degli adolescenti e dei giovani, nell’accoglienza di varie etnie con culture e lingue diverse dalla nostra e dei richiedenti asilo, per questo esiste la giornata internazionale del rifugiato (il 20 giugno, ndr). Sa, avremmo accolto con gioia sue parole a riguardo, nella giornata di martedì. Dispiace constatare che il tema dell’immigrazione venga usato oggi per accusare e non ieri per accogliere.
4. Saremo sempre rispettosi delle convinzioni etiche e religiose di ciascuno, perché crediamo che questo rispetto goda di reciprocità;
5. I diritti non sono obblighi, ognuno è libero di scegliere chi essere, come realizzarsi, con chi stare. Solo perché alcune scelte non rientrano in quelli che sono i “canoni” religiosi e sociali odierni, non significa che siano meno importanti di altre. L’invito al Pride è aperto anche a Lei», concludono, «se vorrà essere presente saremo felici di accoglierla con tutto il rispetto e potrà constatare che la più bella manifestazione di amore viene da chi è libero di essere se stesso».

