Caro mense, accordo per ridurre le tariffe

Pronta l’intesa tra maggioranza e opposizione: il Pd ottiene nuovi sconti e si sblocca il varo del bilancio
PESCARA. Oggi pomeriggio, riparte la maratona in consiglio comunale per approvare il bilancio 2024. Ci sono ancora centinaia di emendamenti da esaminare, ma si è vicini ad una svolta. Maggioranza e opposizione avrebbero trovato un’intesa che prevede il ritiro di numerosi emendamenti, presentati dall’opposizione in gran parte per fare ostruzionismo, in cambio di ulteriori sconti sulle nuove tariffe delle mense scolastiche che entreranno in vigore dal prossimo anno, quando la nuova ditta, la Elior ristorazione, prenderà in gestione il servizio.
L’intesa, che coinvolge in prima persona l’assessore all’istruzione Gianni Santilli, prevederebbe uno stanziamento di ulteriori 350mila euro, da parte dell’amministrazione comunale, per ridurre le tariffe 2024 aumentate quasi il doppio rispetto a quest’anno e per inserire un’altra fascia di redditi Isee fino a 30mila euro all’interno della quale applicare ulteriori agevolazioni per le famiglie. Ora la fascia Isee massima entro la quale applicare gli sconti arriva fino a 22mila euro. «Non è la soluzione che chiedevamo, ma è comunque un miglioramento», ha affermato il capogruppo del Pd Piero Giampietro. In questo modo, il centrosinistra dovrebbe presentare e far approvare un emendamento in consiglio per consentire all’amministrazione comunale di rimodulare ulteriormente le tariffe del 2024. Da qui, la svolta che dovrebbe portare forse già oggi all’approvazione del bilancio, cioè prima che scatti l’esercizio provvisorio dal primo gennaio. Tuttavia, l’accordo non sarebbe ancora stato raggiunto ufficialmente e per questo le parti ieri si sono mostrate piuttosto prudenti.
Per il centrosinistra, comunque, sarebbe un gran risultato. La battaglia sul caro mense va avanti ormai da diversi mesi ed è portata avanti, oltre che dall’opposizione, anche dalle numerose mamme che hanno iscritto i propri figli alla refezione scolastica. E stata avviata tempo fa anche una petizione con una raccolta di firme per convincere l’amministrazione a fare un passo indietro e a reintrodurre il contributo che viene previsto ogni anno per pagare la parte dei costi dei pasti non coperta con le tariffe a carico delle famiglie. Dal prossimo anno, infatti, questo contributo non viene più elargito dal Comune e i costi dei pasti devono essere interamente pagati dai genitori con redditi Isee più alti.
«L’aumento del costo dei pasti nelle mense scolastiche, deciso dalla giunta», hanno lamentato in questi mesi i consiglieri di opposizione, «può avere ripercussioni profonde sulle scelte educative e lavorative delle famiglie. Il tempo pieno a scuola è una misura di welfare che aiuta le famiglie a conciliare lavoro e cura dei figli». E ancora: «Le nuove tariffe proposte dalla giunta sono di gran lunga superiori a quelle applicate in gran parte dei Comuni italiani. Le fasce Isee alle quali la giunta comunale propone di applicare la tariffa piena corrispondono a quelle delle famiglie monoreddito o con due stipendi medio bassi». (a.ben.)

