Caro prezzi, spesa in rialzo

Corraro (Adiconsum): «Molte famiglie fanno fatica a pagare bollette e scontrini»
Accelera l’inflazione nel secondo semestre del 2022: è al 9,8%. Le associazioni dei consumatori abruzzesi lanciano un grido di allarme: «C’è un diffuso timore sulla capacità di spesa delle famiglie a medio e basso reddito». L'accelerazione dell'inflazione è determinata in buona parte dai beni energetici, ma coinvolge anche beni primari come gli alimenti e, in misura più contenuta, i servizi. Si amplia il differenziale di classe e poiché i beni incidono in misura maggiore sulle spese delle famiglie meno abbienti, e i servizi pesano invece di più su quelle più agiate, la crescita dell'inflazione segna valori più elevati per le famiglie con minore capacità di spesa. Per loro passa dal +8,3% del primo trimestre al +9,8% del secondo trimestre, mentre per quelle più abbienti accelera dal +4,9% al +6,1%. Pertanto, il differenziale di classe si amplia a 3,7 punti percentuali. Per il mese di giugno l'Istat ha confermato il tasso di inflazione all'8%, il massimo dal 1986. «Meno di un mese fa» afferma Alberto Corraro di Adiconsum, «abbiamo promosso a Pescara un’iniziativa di protesta davanti alla prefettura, insieme a Federconsumatori e Adoc, che abbiamo chiamo “pentole vuote”. Denunciavamo una situazione già grave e preannunciavamo un peggioramento. Alcuni ci vedevano come “Cassandre” ma siamo stati attenti a indici e parametri». Cosa comporta questo aumento dell’inflazione aggravata da speculazioni, aumenti ingiustificati dei prezzi e carovita? «Le famiglie» continua Corraro «hanno ancor meno potere di acquisto e con stipendi che restano invariati. C’è timore, tanto timore, per i mesi futuri». Nelle pentole, parafrasando il tema della protesta di un mese fa, c’è sempre meno da mettere, ci sono solo scontrini e bollette. Sta accadendo tutto con aumenti per olio, pasta, farina, burro, margarina e poi parrucchieri, ristoranti, solo per citarne alcuni. «Come detto, avevamo previsto questo aggravamento. Quando siamo stati ricevuti dal prefetto di Pescara, Giancarlo Di Vincenzo, abbiamo manifestato ciò che quotidianamente nelle nostre sedi ascoltiamo: le proteste e la preoccupazione dei cittadini che nei mesi scorsi hanno fatto i conti anche con l'aumento delle bollette e temiamo che questa protesta possa peggiorare nei prossimi mesi». I dati Istat sono impietosi e denunciano una situazione inarrestabile, simile a una valanga che travolge con i rincari, su tutti i fronti, dagli alimentari, al carburante alle bollette (gas, acqua, luce). Pertanto, i prezzi al consumo al netto degli energetici e degli alimentari freschi (componente di fondo; +3,8%) e al netto dei soli beni energetici (+4,2%) registrano aumenti che non si vedevano rispettivamente da agosto 1996 e da giugno 1996. Al contempo, l’accelerazione dei prezzi degli Alimentari, lavorati e non, spingono ancora più in alto la crescita di quelli del cosiddetto “carrello della spesa” (+8,3%, mai così alta da gennaio 1986, quando fu +8,6%). «La politica deve prendere atto della gravità della situazione, che non andrà a migliorare. E ci auguriamo che si faccia qualcosa perché temiamo il peggio ed è per questo che oggi le nostre pentole sono vuote di cibarie ma piene di preoccupazione per gli aumenti» dice Corraro, «e, con un autunno carico di preoccupazioni ancora nulla è stato fatto o programmato».

