Caro sindaco, piccoli incentivi per un grande regalo a Pescara

19 Febbraio 2026

Edicola a viale Bovio verso la demolizione, l’editoriale del direttore: «Come sarebbe utile un incentivo per rifare le livree con le insegne e le pubblicità, oggi essiccate, scolorite e deformate dal sole. Non spegniamo le luci»

Caro sindaco Masci, non pretendo che lei sappia tutto quello che fa ogni suo assessorato (sarebbe impossibile) ma proprio per questo oggi vorremmo parlarle di una piccola-grande storia, che per noi (sopratutto in questi anni di crisi) è diventata importantissima: parliamo di una edicola che rischia addirittura di essere distrutta per ordine della vostra amministrazione. Si tratta di un chiosco storico, una tappa obbligata nello struscio pirotecnico di una delle strade più animate del centro (viale Bovio) una di quelle vie che a Pescara sono sempre attraversate dal turbine potente e vitale di questa città: gente che passeggia, negozi, rumori, luci. Se le scriviamo è perché crediamo che nella sua amministrazione qualcuno stia facendo una cosa apparentemente giusta, ma che invece in questo contesto storico diventa davvero sbagliata. A sostegno di questa istanza di imminente demolizione dell’edicola, infatti, gli uffici del comune spiegano che la filosofia del provvedimento sarebbe quella di “restituire spazi alla città”. Ecco, questo giornale pensa che sia esattamente il contrario: demolire una edicola – oggi – significa sottrarre spazi alla città, non certo liberarli. Una strada senza edicola è come una bocca con un dente cariato.

Da mesi, in ogni comune d’Abruzzo, stiamo facendo tutto ciò che è in nostro potere per chiedere alle amministrazioni di cancellare le tasse di occupazione del suolo pubblico, di aiutare gli edicolanti ad aprire (e non di spingerli a chiudere). Lo abbiamo scritto (e lo ripeteremo fino alla noia). Proviamo a riflettere su questo: nessuno pensa che abbattere i pali dell’alta tensione liberebbe le campagne, nessuno pensa che sradicare le condotte di tubi della Snam significherebbe liberare suolo pubblico. Noi siamo convinti che il Comune debba rendere più facile che qualcuno entri in una edicola abbandonata, piuttosto che costringerlo ad uscire con una ordinanza di sfratto. Chi avrà la pazienza di leggere l’articolo di Ilaria Orsini (lo trovate qui sopra) scoprirà che gli attuali proprietari del chiosco (eredi di una lunga storia) non pensano e non vogliono trarre profitto da questo salvataggio. E noi siamo convinti – noi de il Centro, noi giornalisti – che la priorità assoluta di questi tempi sia difendere la rete dei chioschi come se fosse il sistema arterioso di una infrastruttura vitale e nevralgica delle città.

Ci piacerebbe che la giunta potesse fare un piccolo investimento per rendere questa edicole più belle, più accoglienti, possibilmente polivalenti. Come sarebbe utile un incentivo del comune per rifare le “livree” con le insegne e le pubblicità, oggi essiccate, scolorite e deformate dal sole. Caro sindaco, penso proprio che se riusciamo – anche con piccoli investimenti – a rigenerare questi spazi, possiamo fare un grande regalo a Pescara. L’edicola di oggi è un luogo dove si trovano molte cose diverse, rispetto alle esperienze tradizionali della nostra infanzia, costellate di giornali, di fumetti, di Guerin Sportivo e Catalogo Bolaffi (per gli amanti della filatelia) o della Settimana Enigmistica (per i malati di cruciverba).  Oggi gli incassi si possono fare vendendo le carte dei Pokémon, pagando le bollette, fotocopie, vendendo libri usati, o piccola cancelleria. Le tecnologie permettono di sfruttare gli spazi. Caro sindaco, non togliamo con le pinze i denti dalla bocca di Pescara. Non spegniamo le luci: riaccendiamo le, semmai. A partire dai faretti sociale Bovio.