Pescara, malore durante un giro in bicicletta: muore l’artista Albino Moro

L’uomo, originario di Collelongo, stava tornando a casa quando si è sentito male in strada: invani i soccorsi. Lascia tre figlie
PESCARA. È stato un malore a stroncare la vita di Albino Moro, 85 anni, artista che da anni esponeva le sue mostre in giro per l’Abruzzo. Ieri, l’uomo, intorno alle 14, stava tornando a casa in sella alla sua bicicletta quando si è sentito male ed è caduto a terra in via Magellano, vicino al porto turistico. A dare l’allarme i passanti. Immediato l’intervento del 118, ma il personale sanitario non ha potuto fare altro che constatare il decesso. Sul posto sono arrivati anche gli agenti della squadra volante e le onoranze funebri Berghella per il trasporto della salma in obitorio. Nei prossimi giorni saranno fissati i funerali, che si terranno a Collelongo, paese d’origine dell’uomo. L’uomo lascia tre figlie.
In questo periodo, l’artista, che da anni viveva a Pescara, stava esponendo le sue opere al Museo delle Genti d'Abruzzo. Conosciuto e stimato per la sua ricerca espressiva e la sua sensibilità, Moro era un artista che non ha mai smesso di sperimentare, spingendosi verso nuovi linguaggi espressivi. Il deserto del Sahara, dove aveva vissuto a lungo, era diventato uno dei cardini della sua poetica, insieme ai boschi della sua terra natale, Collelongo, che aveva esplorato e reinterpretato in ogni sfumatura.
A ricordarlo è Antonio Lory, compagno di progetti e amico. «Ci conoscevamo da tre anni, anni intensi e ricchi di collaborazione», racconta, «abbiamo lavorato insieme a diverse mostre e ho avuto il privilegio di affiancarlo nella realizzazione dei suoi progetti espositivi. Insieme avevamo dato vita all’associazione Maiarte, un gruppo coeso, animato da entusiasmo e visione condivisa. Lui ne era un punto di riferimento, una presenza centrale e imprescindibile». Lory lo descrive come «una persona difficile da raccontare per la profondità del suo animo: generoso, cristallino, sempre disponibile con tutti noi. Il suo contributo umano e artistico rimarrà prezioso e indelebile».
Accanto all’arte, c’era poi l’impegno per l’ecologia e la ricerca, con la sua casa a Collelongo trasformata in un laboratorio creativo e umano. «Era un uomo estroso, un grande artista», lo ricorda la sindaca Rosanna Salucci, «amava molto il suo lavoro e l’abbiamo sostenuto organizzando anche mostre presso Palazzo Botticelli. Le sue opere erano profonde e introspettive, bellissime sia nei gioielli che nei dipinti. Era una persona pacata, serena e sempre sorridente». Nei prossimi giorni verranno fissati i funerali.
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