Casa di accoglienza minori Il progetto riprende vita

16 Marzo 2018

Città Sant’Angelo, la Provincia avvia la procedura per cercare finanziamenti La struttura, mai aperta e gravemente danneggiata dai vandali, va completata

CITTÀ SANT’ANGELO. Abbandonata a se stessa. Appare così, in località San Martino Bassa di Città Sant’Angelo, la struttura della Provincia che doveva diventare sede di una comunità educativa per minori e occuparsi dell’inserimento lavorativo di persone con problemi psichici. È stata completata nel 2010 con un investimento di 700 mila euro (i fondi erano di Provincia, Regione e Cipe) anche se in realtà mancano una serie di opere da realizzare all’interno e all’esterno e in questi anni l’edificio è stato preso di mira a ripetizione dai vandali che hanno rubato infissi e grondaie e danneggiato seriamente murature e impianti.
La Provincia non si dà per vinta, anzi. Non avendo a disposizione i fondi per far intervenire direttamente, il presidente di Palazzo dei Marmi, Antonio Di Marco ha stabilito, con decreto, di seguire un’altra strada, affidando la gestione provvisoria dell’immobile alla Asp della Provincia di Pescara (Azienda pubblica servizi alla persona) che si occupa proprio di «gestire, organizzare ed erogare servizi sociali, socio sanitari, assistenziali, sanitari, educativi», come stabilisce lo statuto.
In base allo schema di accordo approvato da Di Marco con decreto, la Asp si occuperà della gestione «per 18 mesi» e sfrutterà questo periodo di tempo per accedere ai contributi in ambito sociale previsti dalle leggi nazionali e regionali. Con questi contributi si potrebbe quindi procedere alla realizzazione degli interventi di completamento dell’edificio di circa 600 metri quadri su due livelli (che dispone di 12 posti letto per gli ospiti suddivisi in otto stanze più una stanza per un operatore, oltre ai servizi igienici).
Nel caso in cui il processo di finanziamento a cui ambisce l’Asp non dovesse concludersi con successo, la Provincia tornerà in possesso dell’immobile per destinarlo ad altre iniziative. Nel caso in cui il finanziamento dovesse arrivare, invece, andrà sottoscritto un contratto di comodato che sarà per un primo periodo gratuito e poi oneroso ma su questo aspetto le valutazioni sono rinviate dalle parti a un secondo momento. «È un tentativo», commenta Di Marco che mette in evidenza nel suo decreto «lo stato di degrado e abbandono della struttura, diventata bivacco permanente per i vandali che, negli anni, hanno provocato danni gravissimi all’intero complesso».
«La Provincia», prosegue, «non ha risorse proprie per ultimare i lavori» che riguardano la recinzione e l’illuminazione esterna, la sistemazione delle aree destinate a parcheggio, l’impianto fognario con il sistema di sollevamento e - all’interno - ascensore e sanitari, oltre alla sostituzione di ciò che è stato distrutto dai vandali.
La Provincia, si legge sempre nella documentazione dell’ente, ritiene di non poter disporre dei fondi neppure «attingendo a specifiche fonti di finanziamento», non occupandosi più del settore sociale, dopo la riforma. C’è, però, da parte di Di Marco, «l’interesse a completare e valorizzare l’immobile» di Città Sant’Angelo ed è un interesse «simmetrico» a quello della Asp, rappresentata da Dario Recubini, che è alla ricerca di uno spazio per occuparsi di attività «di carattere sociale», in particolare per minori e persone con problemi psichici. Per questo è stato deciso di concedere 18 mesi all’Asp, «un tempo ragionevole» per permettere all’azienda di «accedere a finanziamenti pubblici per il recupero e la gestione dell’immobile» di contrada San Martino Bassa.
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