Casanova: ora i danni vanno compensati

13 Gennaio 2020

L’europarlamentare della Lega eletto in Abruzzo: «I cittadini non possono patire per i ritardi politico-burocratici»

PESCARA. Onorevole Massimo Casanova, la vicenda della A14, dei viadotti sequestrati, della messa a norma delle gallerie, pone di nuovo il problema della vetustà di molte infrastrutture. Che giudizio dà di tutta questa storia?
(Massimo Casanova, bolognese, 49 anni, imprenditore - suo è il celebre Papeete Beach a Milano Marittima - , è eurodeputato della Lega, eletto nel maggio scorso nella circoscrizione Sud, di cui fa parte l’Abruzzo, con 65mila preferenze, secondo solo a Salvini).
«Come da costume tutto italico», risponde Casanova, «si passa da un eccesso all’altro, dall’assenza di regole ad un eccesso di regole che non tengono conto dei tempi amministrativi (purtroppo) del nostro Paese. E questo è pura follia. Penso, appunto, all’A14: quello a cui stiamo assistendo e a cui gli automobilisti/utenti sono sottoposti ormai da troppo tempo è indegno di una società civile oltre a costituire grave danno all’economia del territorio: parliamo di un’arteria cruciale, alla quale non c’è alternativa. Stiamo isolando interi territori e rallentando il tessuto economico di mezzo Paese».
E non sembra che la cosa si chiuda in fretta.
« Con la stagione primavera/estate alle porte è facilmente immaginabile l’entità del danno a cui l’Abruzzo e le regioni limitrofe rischiano di andare incontro. Il mio è un grido d’allarme a che si provveda immediatamente a misure compensative non più differibili. Non possono i cittadini patire le conseguenze dei paradossi tutti italiani per cui per finalizzare un Piano Economico Finanziario per l’ammodernamento e la messa in sicurezza delle A24 e A25 servano sei anni! E’ semplicemente assurdo».
Si riferisce al Piano presentato dal gestore Strada dei parchi.
«Quel piano vale oltre tre miliardi di euro e consentirebbe di adeguare le nostre arterie in chiave antisismica. Al Governo come Lega riuscimmo a produrre, finalmente, la presa d’atto del Cipe. Poi, col cambio di colore politico, tutto si è nuovamente bloccato. La UE è in attesa di chiarimenti da parte del ministero competente che, per quel che mi risulta, non sono ancora stati prodotti quando siamo a gennaio 2020. Il Ministro acceleri, l’Italia ha bisogno di correre. Non possiamo più consentirci di patire i danni e i disagi di tempi politico-burocratici biblici».
Tornando alla A14, come dovrebbe muoversi il governo italiano, anche in riferimento all’iniziativa della procura di Avellino, cui spetta la decisione del dissequestro?
«Ho notizia che per il prossimo 16 gennaio il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici abbia convocato formalmente un tavolo proprio sul tema dei viadotti. L’auspicio, e l’appello, è che nel corso di questo incontro venga finalmente individuato un percorso fattibile che garantisca, ad un tempo, la sicurezza dei cittadini e la messa a norma delle infrastrutture nei tempi dovuti».
Che dice sull’iniziativa della Procura?
«Non discuto l’iniziativa della Procura. Dico che, purtroppo, come sempre accade in questo Paese, il governo della cosa pubblica corre ai ripari solo dopo le tragedie. Ed in questo caso ha fatto un pastrocchio a cui va posto immediatamente rimedio. Passare dall’assenza di regole all’eccesso di regole insostenibili nel breve periodo non poteva che portare ad un cortocircuito di queste proporzioni. Così come fatto per le gallerie di cui si discute in questi giorni, il Governo dovrebbe subito emanare nuove direttive in materia di circolazione del traffico, un pacchetto di misure compensative applicabili nell’immediato. Non c’è alternativa. Lo stato delle cose è follia pura».
Riguardo alle altre infrastrutture, l’Abruzzo ha chiesto all’Unione europea di essere inserita nel corridoio dell’alta velocità, prolungando fino a Bari il corridoio Ten-T Scandinavo-Mediterraneo che oggi si ferma ad Ancona. Ci sono secondo lei possibilità?
«Assolutamente sì in quanto il prossimo anno la Commissione Europea pubblicherà la proposta di revisione delle reti trans Europee. È in quel momento che dovremo agire e fare sistema affinché il troncone mancante sia inserito. Aggiungo che il lavoro che andremo a mettere in campo non riguarderà solo l’Alta Velocità, ma anche strade ed autostrade. Le infrastrutture in generale, insomma, che costituiscono ancora oggi il tema principale del Sud. L’obiettivo è mettere in campo un grande investimento su questo fronte, per l’Abruzzo e per il mezzogiorno in generale. Solo così si torna a crescere. E a correre».
Un’ultima domanda sulla messa in sicurezza del territorio, dal punto di vista sismico o idrogeologico. E’ possibile o auspicabile secondo lei una politica di investimenti straordinari, anche in deroga alle regole europee sul patto di stabilità?
«Assolutamente sì. E’ possibile ed auspicabile. Il Governo italiano dovrebbe avanzare richiesta di attingere al Fondo di solidarietà dell’UE, sulla scorta di quanto già fatto nel 2018 quando, su un totale di 293 milioni, all’Italia ne vennero destinati ben 277. Un aiuto poderoso, che andrebbe replicato. Personalmente, per quanto di mia competenza, mi attiverò in questo senso».
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