Cascata di Cusano, uno spot dopo le multe

Un video della Regione invita a seguire il percorso per il fiume. Ma lì sono scattate le contravvenzioni
ABBATEGGIO. Da una parte i carabinieri forestali multano i bagnanti dopo averli fermati alla Cascata di Cusano, nel territorio di Abbateggio, in applicazione di una legge regionale, la n. 50 del 1993. Dall’altra, però, la Regione Abruzzo ha pubblicato «di nuovo» sulla sua pagina Facebook un video della Cascata di Cusano per promuoverla, dicendo che si può guadare.
La contraddizione viene messa in evidenza, su Facebook, da Marcello Natarelli, che pubblica una serie di immagini, in successione, del video, immaginando che potrebbe essere rimosso. E commenta che non si tratta di uno spot «normale».
Ecco perché. «Nella prima immagine», fa notare Natarelli, il video «ci fa vedere dei terreni “privati” dai quali si scende per raggiungere il fiume. Poi partono i sottotitoli e dicono che la Cascata è ancora poco conosciuta anche dagli abruzzesi ed è stata preservata dal turismo scellerato e irresponsabile». Quindi è la stessa Regione «a raccontarci come ci si arriva», prosegue Natarelli. «Il percorso per arrivarci non è difficile, piuttosto impegnativo», spiega il video che è stato arricchito da alcune istruzioni relative al percorso. «Si scende a piedi per un sentiero» che viene indicato. E poi si spiega che «guadarlo sarà anche piacevole nelle giornate afose». Leggendo queste parole Natarelli si chiede se «addirittura il fiume si possa guadare. Non erano state multate delle persone per questo? Non è stata una legge regionale a punire le persone multate?».
Stupisce anche che «la pagina facebook della Regione Abruzzo indichi il periodo migliore (giugno, luglio e agosto) per visitare» la cascata. Poi, «magari, ce ne torniamo a casa con una bella multa da 300 euro da pagare alla stessa Regione. Non so a che gioco si sta giocando», conclude Natarelli. «Ma così la vedo dura per il futuro turistico dell’Abruzzo».
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