Case a 1 euro a Penne, censiti 160 edifici: «L’obiettivo è ripopolare il borgo»

L’assessore Baldacchini fa il punto sulla situazione delle richieste e delle cessioni fatte dal 2023. Ma per alcuni immobili si sono registrate offerte al rialzo pur di ottenerli
PENNE. Altre quattro case private abbandonate o quasi sono state vendute nel cosiddetto piano delle “case a un euro”. Fin qui il bilancio dell’iniziativa è di sette case messe a bando di cui cinque assegnate con tanto di rogito notarile: tutte nel centro storico di Penne e finite ad acquirenti locali o stranieri. Il bilancio è di circa 160 immobili censiti nel centro storico fra ruderi, o abbandonati. Sono i dati ufficiali della campagna lanciata nel 2023 dall’amministrazione comunale. Fra gli ultimi aggiudicati manca l’immobile di via Roma Vicolo che partiva invece da una base d'asta di 40mila euro. Case a un euro dunque, ma fino a un certo punto. Le offerte valutate dalla speciale commissione tecnica hanno visto rialzi e giudizi decisivi ai fini dell’aggiudicazione di 5 mila euro per le case di via San Giovanni e di corso dei Vestini, mentre rispettivamente di 100 euro e di 2mila euro per largo San Giovanni Battista, attribuita alla sudamericana Kristin Caloiero, e via San Comizio.
Oltre al contratto di vendita, occorre presentare una polizia fidejussoria. Per l’acquisto di una casa nel centro storico sono state formulate delle linee guida. È prevista una graduatoria per comprare una singola abitazione, e le valutazioni sono effettuate in base a requisiti che fanno guadagnare punti. Chi acquista, infatti, si impegna a ristrutturare gli immobili entro tre anni. Chi però presenta un progetto di lavori il cui termine è inferiore ai tre anni guadagna più punti in graduatoria. Lo stesso avviene per chi sceglie Penne dove trasferirsi in pianta stabile; non solo: l’acquirente che rende l’abitazione ottenuta, con questo progetto, vedrà la sua prima casa guadagnare 5 punti. Se la si vuole destinare a seconda dimora incamera solo un punto.
«Tutto questo proprio perché il nostro scopo è culturale, vogliamo riqualificare il centro storico e popolarlo di nuovo. Ha tutto il potenziale per essere un borgo attivo e pieno di gente», spiega l'assessore all'urbanistica Antonio Baldacchini. L’utilizzo di maestranze locali per la ristrutturazione, poi, è un altro requisito che fa schizzare l'eventuale acquirente in cima alla graduatoria. «All’inizio non è stato semplice», aggiunge Baldacchini. «Ovviamente con il passare del tempo e l’aumento delle richieste ci siamo resi conto che abbiamo anche bisogno di assistenza per coloro che fanno domanda dall’estero e abbiamo pensato di fare una manifestazione di interesse per una Startup. Alla prima chiamata non ha risposto nessuno, ora abbiamo trovato un’azienda di giovani architetti e ingegneri che seguirà tutti coloro che sono interessati a prendere una casa qui. Hanno capito che il prezzo di un euro è simbolico e che non vuol dire che tutte le case vengano svendute».
@RIPRODUZIONE RISERVATA

