Case a secco, asse Pettinari-centrosinistra

Presentate due richieste di consiglio comunale straordinario: «Dobbiamo sventare un’altra crisi»
PESCARA. L’opposizione fa fronte (quasi) comune sull’emergenza acqua e chiede un altro consiglio comunale straordinario sulle case a secco. Sono due le richieste arrivate al presidente del consiglio Gianni Santilli di Fratelli d’Italia: una è stata depositata dal gruppo civico di Domenico Pettinari, l’altra dal centrosinistra con le firme di Carlo Costantini, per il Pd Marco Presutti, Giovanni Di Iacovo e Michela Di Stefano e Simona Barba di Alleanza Verdi e Sinistra-Radici in Comune. Stavolta nella minoranza c’è convergenza: Pettinari ha firmato anche la richiesta del centrosinistra e il centrosinistra (ma senza il M5S) ha fatto lo stesso. «Chiediamo che il consiglio assuma una decisione a tutela degli interessi dei cittadini per risolvere», spiega Pettinari, «i grandi problemi legati all’emergenza idrica che sta rendendo un inferno la vita di tanti pescaresi e non solo». Un’emergenza ormai sempre più cronica tra siccità, portata delle sorgenti in continuo calo anche se l’autunno è alle porte e dispersione quasi al 60% a causa delle condizioni delle condotte. «Lo scopo», dice Costantini, «è quello di rendere partecipe la cittadinanza della discussione su un bene comune tanto prezioso, quale è quello dell’acqua. Nel corso della seduta lavoreremo alla stesura di un documento unitario che avrà l’obiettivo di evitare o quantomeno di contenere il più possibile il pericolo di trovarci l’estate prossima nelle stesse condizioni di quest’anno».
La relazione preparata da Pettinari spiega che «la mancanza di acqua nelle case dei cittadini, avvenuta nell’estate 2024, è stata drammatica». E la previsione per il futuro è nera: «Riteniamo che tale situazione, in futuro, anche a causa degli effetti dei cambiamenti climatici in corso potrà ripetersi in forme e con situazioni sempre più gravi ed emergenziali». L’obiettivo di Pettinari è prevenire l’emergenza. Ma il civico guarda ancora più avanti e dice che l’acqua, con la scadenza dell’affidamento della gestione all’Aca, potrebbe passare in mani private «finendo per accrescere irrimediabilmente i problemi del settore»: «Appare necessario», dice la relazione, «ribadire da parte dei sindaci, il pieno sostegno alla tutela della gestione interamente pubblica del servizio in futuro e contestualmente avviare un confronto più serrato e proficuo con gli attuali gestori al fine di contribuire al miglioramento della gestione del ciclo integrato dell’acqua, cercando di sanare quelle storture oggi registrate nel settore».
La relazione del consigliere propone: «Al fine di valorizzare il patrimonio idrico della regione Abruzzo, i Comuni insieme potrebbero valutare la possibilità di promuovere la costituzione territoriale di un fondo comune di investimento pubblico con l’obiettivo di accrescere l’efficienza dei processi di sviluppo e valorizzazione». La proposta prevede la partecipazione di enti pubblici e dei cittadini «che vogliono investire quota parte del proprio risparmio in un fondo pubblico con finalità di interesse collettivo anziché continuare a investire nei soliti fondi finanziari speculativi». (p.l.)

