Case del Comune, in 300 a rischio sfratto

Negli alloggi popolari il 40% degli inquilini non paga l’affitto. Avvisi ai morosi: «Mettetevi in regola o vi mandiamo via»
PESCARA. Negli alloggi popolari del Comune l’evasione degli affitti sta raggiungendo livelli sempre più alti. Venerdì scorso un tecnico dell’ente, durante la sua audizione in commissione Controllo e garanzia presieduta da Carlo Masci, ha rivelato che, in base i dati di inizio anno, la percentuale di coloro che non pagano il canone di locazione ha toccato il 40 per cento. Ciò significa che, su un totale di 781 assegnatari, 312 famiglie non sarebbero in regola con i pagamenti.
Ma gli uffici dell’ente hanno già avviato il lavoro di recupero delle somme non versate. Sono state già inviate delle lettere mettendo in guardia i morosi, invitandoli a pagare subito il dovuto, oppure a richiedere il versamento a rate. Se non dovessero rispettare questo sollecito il Comune, in base a quanto stabilisce la legge, dovrebbe far partire gli sfratti per gli inquilini evasori.
La cifra da recuperare, sempre in base ai dati di inizio anno, supererebbe 1,6 milioni di euro. Il tecnico, in commissione, ha raccontato la storia di un inquilino che aveva accumulato un debito nei confronti dell’ente pari a 38mila euro. L’assegnatario, convocato dagli uffici, si sarebbe presentato con il proprio avvocato per contestare la somma richiesta dal Comune. Dopodiché, dopo una breve discussione con i dipendenti dell’ente, si sarebbe convinto a pagare a rate da 400 euro al mese, per dieci anni, gli affitti arretrati.
Si tratta, ovviamente, di un caso limite, ma sono tante le famiglie che risulterebbero debitrici per alcune migliaia di euro nei confronti del Comune. Questo significa che sono anni che non pagano, visto che i canoni di locazione delle case popolari del Comune vanno da 12,91 a 147,88 euro al mese. Si tratta dei cosiddetti canoni sociali applicati dall’ente alle famiglie con redditi bassi. Sono invece più alti gli affitti degli alloggi di edilizia convenzionata, tra i 300 e i 500 euro al mese.
Il Comune ha anche provato a vendere gli alloggi agli inquilini in regola, ma i risultati non sono stati entusiasmanti. Dal 2003, cioè da quando è entrata in vigore la legge che consente la dismissione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica degli enti, gli uffici sono riusciti a vendere 120 alloggi.
Le case, tra l’altro, vengono vendute a prezzi molto più bassi di quelli di mercato. Il costo dell’appartamento per gli assegnatari, infatti, viene calcolato sulla base del valore catastale dell’immobile, solitamente più basso di un terzo rispetto a quello di mercato. Le vendite, comunque, sono ancora aperte. Gli inquilini possono fare domanda al Comune in qualsiasi momento, specificando di essere interessati all’acquisto.
Durante la seduta della commissione è emerso anche un altro problema. Il settore Politiche della casa dell’ente è in forte affanno per la carenza di personale.
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