Case popolari demolite «Restano i muri rotti»

Via Lago di Borgiano, la denuncia del Pd: «Nessuno ripara i danni» La piazza promessa è nel degrado: «In ritardo i lavori del Comune»
PESCARA. I tre palazzi pericolanti di via Lago di Borgiano, che erano stati costruiti con il cemento impoverito, sono stati abbattuti ma le palazzine confinanti portano ancora i segni della demolizione e della piazza promessa non c’è traccia. A denunciarlo è il Pd: «Hanno demolito i palazzi pericolanti ma hanno dimenticato di ripristinare quelli attigui, intanto nel piazzale si accumulano rifiuti di ogni sorta», dice il consigliere regionale Pd Antonio Blasioli.
Avviati il 29 giugno 2022, i lavori avrebbero dovuto concludersi entro 180 giorni: «Tuttavia, quando ormai sono trascorsi oltre 400 giorni, se è vero che i tre palazzi sono stati demoliti, bisogna altresì sottolineare che non tutti gli stabili oggetto dell’intervento sono stati ripristinati», dice Blasioli, «per procedere alla demolizione infatti si è reso necessario intervenire anche sui palazzi attigui a quelli abbattuti, che tutt’ora risultano compromessi. Privati del cappotto e dell’intonaco esterno, questi si presentano difatti con i mattoni forati a vista, un aspetto che, oltre a pregiudicare il decoro dell’edificio e cittadino, si ripercuote anche sull’abitabilità, dato che, a causa dell’assenza di un sistema di isolamento termico, in estate gli inquilini sono costretti a patire un caldo asfissiante e in inverno invece un freddo penetrante».
La piazza è una distesa polverosa: «Dobbiamo inoltre sottolineare il ritardo del Comune sulla riqualificazione del “vuoto urbano” lasciato dalla demolizione. Sebbene la procedura di variante urbanistica approvata dal consiglio comunale si sia conclusa lo scorso aprile, ad oggi non ci sono ancora notizie sull’avvio della gara per l’affidamento dei lavori».
«Il centrodestra aveva due opportunità per cambiare radicalmente il volto di questa zona, ma le ha sprecate entrambe», affermano i consiglieri comunali Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli e Marinella Sclocco, «in via Lago di Borgiano si è deliberatamente scelto di realizzare una piazza che si dimostrerà una landa assolata e desolata, mentre sarebbe stato il caso, come avevamo chiesto, di dislocare qui dei servizi per la collettività, realizzando un asilo o la casa di comunità. Al Ferro di cavallo si è optato invece per la ricostruzione in piccolo dello stabile che ha rappresentato per anni il fortino della criminalità. Su sicurezza e lotta al degrado, il fallimento di questa amministrazione è sotto gli occhi di tutti». (p.l.)

