Case sulla riviera, diffidato il Comune

20 Settembre 2016

La società Pescaraporto lamenta danni per il mancato rilascio dei permessi. Intanto il consiglio vara la tassa sui costruttori

PESCARA. Nel giorno in cui il consiglio approva la nuova tassa per i costruttori, spuntano due diffide inviate dalla società Pescaraporto all’amministrazione comunale.

Il permesso bloccato. Nei due documenti l’impresa, che sta realizzando un complesso edilizio nell’area ex Edison sulla riviera sud, attacca duramente gli uffici dell’ente perché non hanno ancora rilasciato i permessi edilizi per consentire alla società di continuare l’intervento edilizio fermo ormai da mesi. Gli uffici del Comune sarebbero in attesa del via libera del consiglio comunale per il cambio di destinazione d’uso da uffici a residenze, richiesto dalla società. Un via libera che, secondo alcune forze politiche, non sarebbe affatto necessario essendo una materia di competenza degli uffici tecnici dell’ente.

«Impresa danneggiata». Pescaraporto, di cui sono soci i figli del noto avvocato Giuliano Milia e la famiglia di imprenditori Mammarella, se la prende dunque con i responsabili del settore e con presunti «non ignoti cospiratori» e lamenta gravi danni, non soltanto dal punto di vista patrimoniale, per il ritardo nel rilascio del permesso di cambio di destinazione d’uso da uffici a residenze. La prima diffida porta la data del primo agosto, la seconda dell’8 settembre.

La prima diffida. Ecco cosa dice l’amministratore unico di Pescaraporto nella prima lettera indirizzata al sindaco Marco Alessandrini e agli uffici del settore Attività edilizie e produttive del Comune. «Con domanda del 21 giugno scorso», ricorda la società, «è stata depositata una Scia (Segnalazione certificata di inizio attività, ndr) per cambio di destinazione da uffici a studi professionali. Allo stato non è stato ancora rilasciato il permesso di costruire per la variazione di destinazione richiesta».

«I fatti come cronologicamente riportati», prosegue la diffida, «danno conto del travagliato iter burocratico-amministrativo resosi necessario per il rilascio del permesso a costruire e, quindi, del lungo tempo trascorso dal 21 luglio 2011 ad oggi. Essi si connotano di una lunga serie di pretestuose omissioni, anche di atti di ufficio, deliberato ostruzionismo, a fronte delle richieste tutte improntate al rigoroso rispetto della normativa legislativa e regolamentare, quindi, per tale motivo, legittime e lecite».

Attacco alle istituzioni. A questo punto la società punta il dito contro l’amministrazione e, in particolare, contro i responsabili del settore. «Illegittimo e, quindi, illecito sarebbe un comportamento della pubblica amministrazione e, per essa, dei responsabili del settore, di continuare a dilazionare sine die l’adempimento di un dovere connesso alla funzione. Ciò nel rispetto delle norme e senza tenere conto di interessate o individuali istigazioni o sollecitazioni».

Politici nel mirino. Pescaraporto va avanti puntando il dito contro «soggetti più o meno qualificati» che starebbero ostacolando il rilascio dei permessi. Il riferimento è, presumibilmente, ad alcuni politici del centrodestra e dei 5 Stelle che sollecitano un parere del consiglio sul cambio di destinazione d’uso. «Nel frattempo», afferma la società, «iniziano nuovamente a rumoreggiare soggetti, più o meno qualificati, che il passato hanno dapprima osteggiato il rilascio del permesso e poi sollecitato la sua revoca. Comprenderete come il lungo tempo trascorso abbia determinato gravi e irreparabili danni alla società e ciò non solo dal punto di vista patrimoniale». Pescaraporto conclude ipotizzando una «strumentale campagna di stampa» in grado di condizionare la dirigenza del settore Attività edilizie e produttive.

La seconda diffida. Nella seconda lettera la società rincara la dose avanzando il sospetto che il ritardo nel rilascio dei permessi sia dovuto all’attesa per l’approvazione, avvenuta ieri, del contributo straordinario di costruzione, ossia la tassa da versare per cambi di destinazione d’uso e varianti al prg. Nella lettera si parla della stampa «influenzata da non ignoti cospiratori» a sua volta in grado di influenzare gli uffici dell’ente addetti al rilascio dei permessi.

La nuova tassa. Dopo ben tre sedute, il consiglio ha varato il Contributo straordinario di costruzione. Si tratta di un onere a carico delle imprese che propongono modifiche ai progetti in variante al prg o cambi di destinazione d’uso. È il caso di Pescaraporto. Secondo un calcolo approssimativo dei tecnici comunali, la società dovrebbe versare circa 430mila euro.

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