Case vista mare, spunta un parere legale

18 Gennaio 2018

Dirigente comunale aveva sollecitato gli amministratori a integrare un’istruttoria considerata carente di dati tecnici

MONTESILVANO. Una istruttoria come minimo da integrare, in ogni caso carente dei dati tecnici necessari per una disamina esauriente. Così, la dirigente del settore legale del Comune di Montesilvano, Marina De Martiis, metteva sull’avviso gli amministratori della giunta Maragno in ordine alla adozione di una delibera di giunta, poi approvata l’11 dicembre scorso.
Si parla qui del provvedimento numero 281, approvato dall’esecutivo municipale in assenza del sindaco, e degli assessori Maria Rosaria Parlione e Manola Musa. Assenza vieppiù rumorosa, quella della Musa, essendo ella delegata all’Urbanistica, e il provvedimento approvato un intervento molto controverso, e vivacemente contestato dai comitati civici, oltre che da una parte della stessa maggioranza di centrodestra. Il provvedimento autorizza infatti il costruttore D’Andrea, a edificare nuovi appartamenti, vista mare, lateralmente al complesso Libra, in una zona pregiata e urbanisticamente strategica del piano particolareggiato Pp1, il cosiddetto “Curvone” che si affaccia sulla nuova piazza, nella zona dei Grandi alberghi. Il fatto nuovo è dunque il parere che la dirigente De Martiis aveva rilasciato all’assessore all’Urbanistica e al dirigente del settore Pianificazione e gestione territoriale. Un documento venuto alla luce come allegato a una delibera resa pubblica dal presidente della commissione comunale Garanzia, Paolo Rossi. Il parere legale della De Martiis reca la data del 17 novembre 2017, quindi poco meno di un mese prima che la delibera sul Pp1 approdasse in giunta per l’approvazione. Va detto che il parere formulato dalla dirigente non è il alcun modo vincolante sulle decisioni della giunta, che del resto ha approvato il provvedimento nelle settimane successive. Resta il fatto che la De Martiis sollecitava gli amministratori di integrare l’istruttoria, se non altro per stabilire con certezza la competenza dell’adozione dell’atto. Una delle principali contestazioni mosse al provvedimento, infatti, è stata proprio quella che la delibera dovesse essere vagliata ed eventualmente approvata dal Consiglio comunale, trattandosi di variante al Prg. Non dall’esecutivo. La dirigente del settore legale, tra le altre cose, raccomandava del resto che «la neutralità del piano attuativo», rispetto al Prg, «è condizione necessaria e sufficiente a radicare la competenza della giunta».
Dal parere del settore legale all’approvazione in giunta sono passate circa tre settimane. È verosimile ritenere che gli amministratori abbiano puntualmente integrato le sollecitazioni della dirigente. Resta il fatto che l’assessore all’Urbanistica ha preferito disertare la votazione in giunta. (a.s.)
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