Casini: «Questa città non ti dimenticherà»

Nel giorno del lutto il sindaco annuncia iniziative. Un luogo di aggregazione giovanile avrà il suo nome
SULMONA. Bar e negozi sono chiusi. Così come le casette in legno del mercatino natalizio di piazza XX Settembre e via De Nino, simili a quelle berlinesi dove Fabrizia Di Lorenzo ha perso la vita lunedì per mano di un folle. Scendendo lungo corso Ovidio sono tanti i lumini in ricordo della trentunenne sulmonese, aggiunti a quelli della fiaccolata di giovedì sera. Ma è arrivando in piazza Duomo, davanti al sagrato stracolmo della cattedrale di San Panfilo, che si realizza come la città si trovi ad affrontare un dolore più grande di lei. Il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, ha proclamato il lutto cittadino, così come ha fatto il suo collega Alfonso Forlenza di Contursi Terme. Il Comune in provincia di Salerno in cui era nato il nonno di Fabrizia, Antonio Di Lorenzo, che si era poi trasferito a Sulmona, in occasione del servizio militare. Una delegazione della giunta comunale del paese campano ha partecipato al funerale di ieri. «Abbiamo già celebrato un consiglio comunale in ricordo di Fabrizia», racconta il consigliere Franco Rosa, «e non potevamo mancare all’ultimo saluto, perché un pezzo di Contursi è volato in cielo. Ma crediamo di dover fare di più e abbiamo deciso di intitolare una strada a questa meravigliosa ragazza. Crediamo che non sia giusto morire così a quell’età e il minimo che possiamo fare è omaggiare la sua memoria».
Anche Sulmona non dimenticherà Fabrizia, come ha già annunciato il sindaco Casini, che intende dedicarle un luogo di incontro o di valenza sociale per sottolineare il legame della città a una sua concittadina scomparsa prematuramente e per una causa assurda.
«È un giorno di lutto, ma Sulmona non dimenticherà Fabrizia», dice il sindaco, con le lacrime agli occhi dopo la funzione, «siamo una comunità ferita che ha saputo dimostrare grande compostezza e affetto a questa ragazza e alla sua famiglia. È questo un momento difficilissimo, ma Sulmona reagirà e saprà dimostrare la forza che in questi giorni già si è vista. Il lutto cittadino è stato il minimo che potessimo fare e la città ha risposto nel modo migliore. Tutti hanno mostrato un rispetto e una compostezza ammirevoli. A partire dai genitori e dal fratello di Fabrizia, a cui noi tutti dobbiamo stringerci nel rispetto della loro riservatezza e del loro immenso dolore. Poi decideremo che cosa fare in memoria di Fabrizia. Questo deve essere il momento dell’ultimo saluto e del rispetto delle volontà della famiglia».
Anche il presidente del consiglio comunale ha gli occhi lucidi e manda un pensiero alla mamma di Fabrizia, Giovanna.
«Perdere una figlia è un dolore immenso, in ogni caso», interviene Katia Di Marzio, «e in queste circostanze diventa insostenibile».
Sono sconvolti anche i suoi ex compagni di classe del Liceo linguistico Giambattista Vico.
«Siamo di fronte a una tragedia incredibile e a un dolore incommensurabile», riflette Filippo Ficorilli, «Fabrizia era una ragazza speciale e il suo percorso di vita lo testimonia. Come si fa a farsi una ragione di una morte così crudele?».
Un interrogativo a cui l’intera città prova a rispondere da giorni, da quando l'esame del Dna ha certificato che il corpo trovato in quel mercatino di Berlino era di Fabrizia. Una domanda che riecheggia anche all’esterno della chiesa, quando il feretro viene portato via e il silenzio viene interrotto da parole di commozione e dolore.
Alla fine del funerale la folla si disperde e il sole torna ad illuminare un Natale malinconico e sottotono, scandito da fiaccolate, lumini e luminarie spente. La città è in lutto e il rispetto per quanto accaduto è troppo grande per far finta di niente solo perché è Natale.
Anche lo storico treno della Transiberiana d'Italia ha ricordato Fabrizia con un minuto di silenzio prima di partire dalla stazione di Sulmona.
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