Caso Segre, l’Anpi a Savini: devi dimetterti

Penne. L’associazione Partigiani dopo le critiche del consigliere leghista alla cittadinanza onoraria
PENNE. Il comitato provinciale dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi) “Ettore Troilo” insorge contro il consigliere comunale di maggioranza del gruppo “Lega Salvini Penne”, Camillo Savini. Non sono affatto piaciute le parole del consigliere leghista dopo il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre da parte dell’assise civica pennese, avvenuto in concomitanza con il giorno della memoria, il 27 gennaio. «È troppo chiedere le dimissioni del consigliere che palesa ritardi culturali e costituzionali? E troppi dubbi sul senso della democrazia e della storia di questo Paese? Siamo certi che le sue dimissioni farebbero contenti anche molti del suo stesso partito», scrive l’Anpi. Pur dichiarando una profonda ammirazione per la senatrice a vita Segre, Savini, che per motivi lavorativi non aveva preso parte al consiglio comunale della cittadinanza onoraria alla Segre, il giorno dopo ha detto che, se fosse stato presente, si sarebbe astenuto dal voto. «Il giorno della Memoria del 27 gennaio», aveva spiegato poi al Centro, «è già ricordato con una legge nazionale, si dovrebbe avere la forza di ricordare anche i milioni di morti provocati dal comunismo. La cittadinanza alla Segre la vedo come una forma di strumentalizzazione», aveva detto l’altro ieri il consigliere di maggioranza leghista.
Parole che hanno subito innescato la reazione dell’Anpi: «Dopo le deliranti parole della Mussolini che ha accusato Liliana Segre di fomentare il pregiudizio; l’infame scritta “Juden hier” apparsa a Mondovì; le svastiche disegnate tra Casoli e Palombaro esattamente il 27 gennaio, all'indomani della presentazione sulla vergogna dei campi di concentramento fascisti, abbiamo sperato di aver toccato il fondo. E invece no, perché c'è chi ha deciso di iscrivere il proprio nome a questa galleria di perle horror. Ogni giorno ha la sua pena e il suo eroe. Noi ci chiediamo da dove vengano fuori certi personaggi. Siamo disposti a qualunque cosa, ma non a sopportare, a distanza di mesi», si legge nella nota dell’Anpi, «l’ennesima polemica sulla Segre, come se nulla fosse passato nel frattempo, come se nel giorno della liberazione del campo di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa si possano ancora ascoltare sciocchezze del genere, come se il 27 gennaio sia un giorno divisivo e strumentalizzante». (f.bel.)
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