Caso Soget, Sospiri e Mazzocca dal giudice

Disposta la trascrizione di 10 intercettazioni telefoniche, il 23 marzo la decisione sul rinvio a giudizio
PESCARA. Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Pescara, Antonella Di Carlo, ha respinto due eccezioni difensive e ha fissato al 23 marzo la data della discussione del procedimento relativo all'inchiesta Soget, sui presunti crediti inesigibili, tra tasse, multe e affitti delle case popolari, del Comune di Pescara.
Per questa vicenda sono imputati due politici e altrettanti tecnici: il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Mario Mazzocca e il capogruppo regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, insieme con il direttore generale della Soget, Gaetano Monaco, originario di San Valentino e il responsabile del settore esecutivo della stessa, Domenico Ludovico, residente nella provincia di Taranto.
Proprio la difesa di Ludovico, ieri mattina, aveva presentato una eccezione di nullità del procedimento, per una presunta difformità tra la richiesta di rinvio a giudizio e l'avviso di conclusione delle indagini, e un'altra eccezione di incompetenza territoriale, perché secondo il legale di Ludovico il suo assistito avrebbe dovuto essere sottoposto al giudizio del tribunale di Taranto. Entrambe le eccezioni sono state respinte dal giudice.
Il gup Di Carlo, inoltre, su richiesta del pm Gennaro Varone, ha disposto la trascrizione di dieci intercettazioni telefoniche. Mercoledì prossimo, giurerà il perito che riceverà l'incarico.
Nell'ambito di questo procedimento Mazzocca deve rispondere di abuso d'ufficio in concorso, Sospiri di abuso d'ufficio in concorso e falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale sull'identità o su qualità personali proprie o di altri, Monaco e Ludovico di abuso d'ufficio e falso ideologico in concorso.
Secondo l'accusa, Mazzocca avrebbe indebitamente beneficiato della mancata riscossione di un debito di 22.300 euro nei confronti della società acquedottistica, attraverso una condotta illecita «da lui consapevolmente promossa».
Per quanto riguarda Sospiri, sempre secondo l'accusa, Monaco e Ludovico avrebbero acconsentito «immotivate rateizzazioni del debito di Sospiri», riguardante sanzioni per violazioni del codice della strada e tributi comunali, con l'unico scopo di consentire a Sospiri «di non pagare alcunché e di restare inadempiente».

