«Cassaintegrazione per i 21 dipendenti dell’hotel Rigopiano»
PESCARA. Dopo il dolore per le 29 vittime, adesso il dramma riguarda la perdita dei posti di lavoro. Con un paese che ha perso il volano del suo turismo. E il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta si...
PESCARA. Dopo il dolore per le 29 vittime, adesso il dramma riguarda la perdita dei posti di lavoro. Con un paese che ha perso il volano del suo turismo. E il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta si schiera con cuochi, camerieri e addetti dell’hotel Rigopiano, distrutto dalla valanga: «Chiederemo la cassa integrazione in deroga alla Regione per i 21 dipendenti dell’hotel Rigopiano che non sono stati coinvolti dalla tragedia del 18 gennaio: la situazione è disperata per loro, che hanno perso tutto, compagni, amici e posto di lavoro». Ieri, Lacchetta ha incontrato i lavoratori della società che gestiva l’albergo devastato dalla valanga. «Si tratta di cuochi, camerieri, addetti vari, più gli stagionali, e faccio appello agli imprenditori della zona perchè li aiutino con un lavoro», prosegue il sindaco, «sono senza energie, quasi rassegnati, dentro ad un vuoto, non riescono ancora bene a metabolizzare quanto è successo. Lo stipendio di gennaio è forse l'ultimo che prenderanno e quindi chiederò alla Regione di aiutarli. Questo per noi è ancora il tempo del dolore. La settimana prossima - spiega - faremo un consiglio straordinario al quale inviteremo i parlamentari abruzzesi perchè ci aiutino a entrare nel cratere sismico e dell'emergenza meteo, se no Farindola da sola non ce la fa».
Della tragedia di Rigopiano, ha parlato ieri mattina anche il presidente della Regione Luciano D’Alfonso durante la trasmissione La radio ne parla di Rai Radio 1: «C’è una regione (l’Abruzzo) che ha sofferto questo dolore e ha conosciuto il dramma di questa vicenda, che è però capace di promuovere sé stessa attraverso anche una idonea collocazione turistica. Noi abbiamo punti di grande forza in corrispondenza delle nostre montagne e adesso la montagna abruzzese, che è pari a 700 mila ettari di territorio, non significa soltanto dolore, neve ingestibile e perdita della vita. Purtroppo questo c’è stato», ha aggiunto D’Alfonso rispondendo ad una domanda, «le autorità giudiziarie hanno il compito adesso di ricercare le responsabilità, ma c'è una regione che ha una grande forza su questo fronte con degli spazi di attrazione turistica assolutamente meritevoli».
Il governatore ha ribadito che la mappa delle valanghe prevedibili in Abruzzo sarà disponibile entro il 2018.
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