Causa Simonelli, si rischia il crac
Comune costretto a vendere beni pubblici per un vecchio esproprio
MANOPPELLO. Il Comune di Manoppello costretto a cedere un terreno di natura demaniale civica per far fronte a un debito che risale agli anni '70. Si tratta di un sito – circa 6mila metri quadrati, fronte Tiburtina, lato sinistro della strada di penetrazione – a margine del ristorante Villa Briccone.
La vendita si è resa necessaria per far fronte ai debiti accumulati a causa di una procedura di esproprio mai perfezionata. L'occupazione riguardò terreni su cui furono realizzate le strade adiacenti al complesso residenziale Il Mandorlo e l'ex Cascina De Hotatis, allo Scalo.
Gli eredi dell'allora proprietaria, Matilde Simonelli, portarono in giudizio il Comune che risultò soccombente. Ciò che appare inverosimile è che - circa 10 anni fa, in epoca antecedente la prima amministrazione Matarazzo - il Comune stipulò un accordo con gli eredi Simonelli e con una società di costruzioni nell'ambito dei "contratti di quartiere". Accordo che assicurò benefici ai Simonelli, i quali però non rinunciarono al contenzioso contro il Comune. Non rinunciarono perché, nostante la vicenda fosse ben nota, nessuno dell’amministrazione si preoccupò di favorire una ricomposizione della lite giudiziaria.
Ora il danno è tale da poter causare il dissesto finanziario dell'ente. Il valore del sito in vendita è stimato in 300mila euro che potrebbero però non bastare a estinguere il debito. Insomma, una vicenda che presenta tanti lati oscuri che andrebbero chiariti, i cui effetti negativi graveranno sulle tasche di tutti i manoppellesi. (w.te.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

