Cave dismesse, a bonificare sarà la Sama

6 Gennaio 2015

Decisione del Consiglio di Stato chiude il contenzioso legale e dà ragione al Comune dopo 30 anni di attività estrattive

ABBATEGGIO. Il Consiglio di Stato mette fine alla controversia fra Comune di Abbateggio e Regione Abruzzo, in ordine alla bonifica dei siti di cava dismessi dalla Sama- Italcementi su tutto il territorio comunale. Nel 2012, la Regione si era limitata ad accogliere l'istanza di riduzione della concessione mineraria di Sama, senza però prescrivere alcunché sul ripristino degli impianti giacenti sui siti sfruttati dalle attività estrattive.

«La pronuncia del Consiglio di Stato» spiega il sindaco e presidente della Provincia, Antonio Di Marco, «è arrivata dopo la presa d'atto di quanto rilevato dalla direzione generale del ministero dello Sviluppo Economico che ha esplicitamente definito le opere realizzate da Sama in stato di completo abbandono, quali veri e propri ruderi fatiscenti da mettere in sicurezza».

Opere che consistono in alcune gallerie ferroviarie lunghe chilometri, ponti carrabili e sospesi, numerosi manufatti sparsi nella vegetazione come torri di sorveglianza, tralicci di teleferiche, vecchi depositi dei detonatori e, infine, gallerie di estrazione sotterranea, che lasciate a se stesse costituiscono gravi pericoli per la pubblica incolumità e oltretutto impediscono al Comune di poter utilizzare quei terreni ormai fuori dalla concessione mineraria che consentiva l'estrazione di roccia bituminosa.

Le determinazioni del ministero sono state rese possibili dopo un sopralluogo, effettuato circa sei mesi sui siti interessati, al quale parteciparono l'ingegner Gianluigi Sanetti, dell'ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse (Unmig) del ministero; l'ingegner Nicola Cerasa, il geologo e guida speleologica Daniele Berardi con Emilia Scarpone, Elvira D'Angelo e l'avvocato Matteo Di Tonno per il Comune di Abbateggio; per la società Sama Italcementi, Paolo Ravasio, Giuseppe Gattuso e l'avvocato Andrea Maggioni.

Alla luce di questo positivo risultato per il comune di Abbateggio, l'avvocato Di Tonno ha anticipato che ora è all'esame un possibile ricorso alla Corte di Giustizia della Comunità Europea sotto altri profili e per incrementare la portata del ripristino-risanamento ambientale dei siti minerari coinvolti in oltre un secolo di attività estrattiva. Resta in ogni caso da stabilire chi dovrà progettare l'intervento di bonifica (la Regione?) che la società Sama dovrà mettere in atto.

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