«Cementificio, salviamo le torri»

L’ex assessore Di Biase: sono elementi storici della città, non vanno demolite
PESCARA. Scoppia la polemica sul progetto di demolizione dell’ex cementificio per realizzare un centro turistico. A sollevarla è l’ex assessore comunale all’urbanistica Tommaso Di Biase. «Favole pre elettorali», dice, «l’ex cementificio è inserito nell’elenco dei siti inquinati della Regione. Senza una completa caratterizzazione ambientale e senza una successiva bonifica del sito non si potrà demolire e tanto meno costruire il favoloso “centro turistico” annunciato dall’assessore all’urbanistica del Comune di Pescara (Isabella Del Trecco, ndr ). Inoltre, esiste un’opposizione al Comune di Pescara? Perché non parla, perché non entra nel merito della questione? Abbattere le torri del cementificio significa abbattere un monumento contemporaneo della città e va impedito».
«Il cementificio con la sua forma di “castello turrito” e con le sue macchine industriali, alcune delle quali imponenti e affascinanti, (bisogna entrarci e vedere per capire)», afferma Di Biase, «costituisce un elemento storico del profilo di Pescara, un elemento che caratterizza la città rendendola riconoscibile anche da lontano e, certamente, non la deturpa. Personalmente lo considero un “monumento” della nostra città. Un monumento che ci dà la possibilità di creare un luogo con qualità centrali in grado di essere un elemento forte della necessaria e urgente riqualificazione della periferia ovest. Che ci dà la possibilità di realizzare, insieme alla riqualificazione di altri siti e spazi urbani, l’idea della città policentrica. Ovvero l’idea che ci permette di affrontare per risolvere molti dei problemi di Pescara, che attualmente vive principalmente intorno ad un solo centro, quello dell’asse stazione, piazza Salotto, mare, con tutte le conseguenze negative che questo comporta. Il complesso industriale non va lasciato nello stato in cui si trova, va immaginata una sua rigenerazione su nuove funzioni vitali per la città».

