Centri antiviolenza: ecco le cifre stanziate

Quaresimale: oltre 1 milione di euro per accogliere e proteggere le vittime anche nelle Case rifugio
PESCARA. Approvato dalla giunta regionale il Programma degli interventi in materia di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne, da realizzare attraverso i Centri antiviolenza (Cav) e le Case Rifugio (Cr). Il piano è finanziato da risorse attribuite alla Regione con decreto ministeriale e con gli stanziamenti del bilancio pluriennale regionale, per una spesa di 1.119.622, di cui 946.722 di fondi statali e 172.900 di fondi regionali.
La proposta di delibera porta la firma dell’assessore alle Politiche sociali Pietro Quaresimale. Di seguito riportiamo le attività, gli interventi e le relative quote di spesa: 598.425 euro destinati ai soggetti titolari dei Cav esistenti, in possesso dei requisiti minimi dei Centri antiviolenza e che abbiano presentato istanza di contributo entro il 30 settembre; 276.197 euro ai titolari delle Cr esistenti, in possesso dei requisiti minimi delle Case Rifugio che abbiano presentato istanza di contributo entro il 30 settembre; 210.000 euro agli “Interventi per il sostegno abitativo, il reinserimento lavorativo e per l’accompagnamento delle donne nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza”, da ripartire tra i vari titolari dei Cav e delle Cr; infine 35.000 euro per le attività di sensibilizzazione, coinvolgendo le associazioni per migranti.
I Centri antiviolenza
I Cav erogano servizi di prevenzione e accoglienza, a titolo gratuito, nel rispetto della riservatezza e dell’anonimato, a tutte le donne vittime di violenza maschile o che si trovino esposte al rischio, con le/i loro figlie/i minori, indipendentemente dal luogo di residenza. Sostengono percorsi personalizzati di fuoriuscita dalla violenza, utilizzando la metodologia di accoglienza basata sulla relazione tra donne, senza discriminazioni di età, etnia, provenienza, cittadinanza, religione, classe sociale, livello di istruzione, livello di reddito, abilità, o altre discriminazioni; intervengono sulla prevenzione sensibilizzando il territorio; contribuiscono alla formazione rivolta a operatrici/operatori dei servizi generali e partecipano alla strutturazione e/o al potenziamento delle reti territoriali.
Le Case Rifugio
Sono strutture dedicate a indirizzo riservato o segreto, che ospitano a titolo gratuito le donne e le/i loro figlie/i minori che si trovano in situazioni di violenza e che necessitano di allontanarsi per questioni di sicurezza dalla loro abitazione usuale, garantendo loro protezione indipendentemente dal luogo di residenza e dalla cittadinanza, o dal fatto di avere o meno denunciato i maltrattamenti alle autorità. Possono essere di tre tipologie: per la pronta emergenza, in collaborazione con il Cav; per la protezione delle donne ed eventuali loro figli e figlie laddove ricorrano motivi di sicurezza (protezione di primo livello), in collaborazione con il Cav; per l’accompagnamento verso la semiautonomia (protezione di secondo livello) in collaborazione con il Cav. (e.n.)
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