Centri dell’impiego? Un disastro

11 Dicembre 2018

Traniello (Cisl): «Poco personale. Col reddito di cittadinanza rischio implosione»

PESCARA . Affrontare rapidamente i problemi strutturali e organizzativi dei Centri per l’impiego perché, in caso contrario, si rischia l’implosione. E il problema si porrà in tutta la evidenza, dice Vincenzo Traniello, segretario della Cisl Funzione pubblica Abruzzo-Molise, in vista dell’introduzione del reddito di cittadinanza. In seguito alla legge di stabilità i dipendenti dei Cpi sono passati alle regioni, e l’Abruzzo non ha fatto eccezione. «I lavoratori dei Cpi, dal primo luglio 2018, sono diventati dipendenti della Regione Abruzzo, ma a distanza di 6 mesi sono collocati in un “limbo” e lasciati allo sbando senza punti di riferimento stabili sia sotto l’aspetto organizzativo che strumentale», ha detto Traniello durante una conferenza stampa. Strutture pubbliche strategiche, ha osservato il rappresentante sindacale, «per un rilancio autorevole delle politiche attive del lavoro in una Regione come l’Abruzzo con un tasso di disoccupazione che si attesta intorno all’11%» .
Oltre ai problemi di personale, causati anche dal blocco del turn over, quello che manca secondo Traniello, è «una figura dirigenziale di riferimento che si occupi dell’omogeneizzazione delle procedure, degli orari di apertura al pubblico, nonché della risoluzione delle molteplici criticità operative. Basti pensare», aggiunge, «che tra l’altro nei Cpi mancano la rete intranet e internet, il protocollo, la posta elettronica certificata, ma soprattutto un percorso di formazione per gli operatori. A oggi, i dipendenti dei Cpi sembrano essere figli di un dio minore». Secondo il rappresentante dei lavori della funzione pubblica, «siamo ancora lontani dal pieno funzionamento della Rete delle politiche del lavoro, e non sono stati risolti i nodi propedeutici rispetto al sistema informativo, per delineare una prima organizzazione del lavoro. Non si riescono a garantire i livelli essenziali delle prestazioni né per i cittadini, né per il personale in forza alla struttura regionale».
Un rilancio dei Centri per l’Impiego, sottolinea Traniello, « è strategico per l’attuazione delle politiche attive del lavoro e per l’erogazione del reddito di cittadinanza, ma un loro rafforzamento non ha senso, se non si hanno chiare la funzione e il rapporto con gli altri soggetti coinvolti nelle politiche attive. Un potenziamento della rete dei Centri per l’impiego potrebbe contribuire a contrastare più efficacemente una delle maggiori problematiche che caratterizzano il mercato del lavoro: il divario tra competenze reali dei lavoratori e competenze richieste dalla domanda di lavoro; ma, soprattutto, rappresentare anche una risposta all’emergenza dilagante della povertà. Un rilancio delle Politiche attive del lavoro», conclude, «non può prescindere da investimenti corposi sulle risorse umane e strutturali dei Centri per l’Impiego». (a.bag.)