Centrissimo: tra letteratura e politica i talk sulla terrazza culturale

foto di Giampiero Lattanzio
Una folta platea sfida il caldo per gli interventi con scrittori e giornalisti. Il ricordo di Enea De Martiis
TORRE DE’ PASSERI. Sulla terrazza culturale l’atmosfera è calda, in tutti i sensi. La temperatura si aggira intorno ai 35 gradi, ma nonostante ciò i posti a sedere sono tutti pieni e ci sono persone tutto intorno alla balconata, altre in fila sulle scale, in attesa di ascoltare gli ospiti del talk. La serata di appuntamenti si apre nel nome di Enea De Martiis, giornalista del Centro rimasto vittima di un tragico incidente stradale la notte tra il 23 e il 24 dicembre 1989, A ricordarlo è la sorella Paola che al Centro racconta: «Enea ha passato gli anni più belli della sua vita, lì si sentiva pienamente realizzato».
Dacia Maraini è introdotta da Luca Telese, il direttore del Centro: «Abbiamo qui quella che si può definire la più importante scrittrice italiana, che ha scelto l’Abruzzo». La parola passa al caporedattore Domenico Ranieri, che porta l’autrice a raccontare la sua straordinaria storia, dal campo di concentramento in Giappone fino al suo amore per l’Abruzzo.
Il secondo autore a salire sul palco della terrazza è il giornalista Sergio Rizzo, che al giovane collega Daniele Cristofani spiega la sua analisi della politica attuale contenuta nel suo ultimo libro, 2027, Fuga dalla democrazia. «Parliamo dei partiti, incalza Rizzo, «delle promesse che hanno fatto. Le tasse erano il cavallo di battaglia di Forza Italia. Le hanno tagliate? Non direi. Il Pd? Puntava sulla sanità. Non è migliorata. La Lega prometteva di risolvere il problema degli immigrati. È cambiato qualcosa? L’Italia si è impoverita, la qualità della vita non è migliorata, la spesa pubblica è aumentata ma non è migliorata la condizione del paese. Ciò che hanno promesso non è stato mai realizzato».
A intervistare Pino Aprile è Alberto Mutignani. Il dialogo dei due giornalisti si sviluppa intorno al nuovo libro di Aprile, La fine dell’uomo sapiens, che analizza la realtà dell’Ia. «L’intelligenza artificiale è un po’ la prosecuzione della nostra coscienza. Ci somiglia da matti, L’Ia è noi all’ennesima potenza. E dell’uomo ripete i limiti e i pregiudizi». L’autore mette in guardia: «Oggi la nuova civiltà sta esasperando le disuguaglianze. Pochi sono sempre più ricchi, sempre più numerosi sono i poveri. Se l’Ai finisce nelle mani dei soliti potenti, diventa un’arma nelle mani di pochissimi, politicamente orientati al peggio».
Luca Telese torna sul palco per dialogare con la politologa Arianna Farinelli. Esperta degli Stati Uniti – ha insegnato alla City University di New York – Farinelli è autrice del libro Storia di una brava ragazza. A Torre racconta la propria esperienza: come era crescere, adolescente poi giovane donna, in un quartiere popolare di un paese fondamentalmente sessista: «A me l’America ha regalato davvero un sogno», spiega l’autrice, «lì accoglievano davvero tutti».
Ultimo ospite della serata è Antonio Padellaro, intervistato da Telese, il quale ha sottolineato come «la passione sia la benzina per azionare il motore del mondo». Il concetto di restituzione è stato il fulcro del suo intervento, in riferimento alla moglie scomparsa cui ha dedicato il suo ultimo libro: «L’ho scritto per restituire a Paola ciò che mi ha donato».
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