Centro Cra Oli a rischio Il caso va in Parlamento

Città Sant’Angelo, la D’Incecco (Pd) presenta un’interrogazione al ministro «La struttura si avvia verso la chiusura, si perde un grande patrimonio»
CITTA’ SANT’ANGELO. Il caso del Centro Cra-Oli, di Città Sant’Angelo, finisce in Parlamento. Il deputato del Pd Vittoria D’Incecco, ieri, ha annunciato di aver presentato un’interrogazione parlamentare per evitare la chiusura.
«Il Centro Cra- Oli», ha detto la D’Incecco, «è un punto di riferimento regionale, nazionale e internazionale, che va assolutamente tutelato. La sua paventata chiusura, prevista nel piano di riorganizzazione dell'ente Cra elaborato dal commissario straordinario Salvatore Parlato, significherebbe perdere competitività e disperdere un grande bagaglio di conoscenze acquisito in anni di ricerche e di sperimentazioni». L’interrogazione è indirizzata al ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. L’obiettivo del deputato è quello di «salvaguardare la sede angolana, i posti di lavoro e il grande patrimonio tecnico-scientifico».
«L'attività portata avanti in questi anni con grande professionalità e passione dai lavoratori della sede di Città Sant'Angelo», ha proseguito la deputata, «è imprescindibile e rappresenta oggi un insostituibile supporto scientifico e tecnico per olivicoltori, frantoiani e industria dell'olio di oliva e delle olive da tavola. Auspico, quindi, un intervento risolutivo da parte del ministro finalizzato al mantenimento e al rilancio della sede angolana che ha contribuito in maniera determinante a migliorare la qualità dell'olio d'oliva, uno dei prodotti simbolo del made in Italy e uno dei pilastri della dieta mediterranea».
Un mese fa era intervenuta anche l’amministrazione comunale di Città Sant’Angelo guidata da Gabriele Florindi. In consiglio, era stata approvata una delibera per richiedere agli organi competenti e, in particolare, al ministro un intervento per salvare la sede del centro di studio di olivocoltura e industria olearia. Il provvedimento, approvato dall’aula, era stato poi inviato a tutti i sindaci della provincia per sensibilizzarli sull’argomento, affinché i consigli dei vari Comuni potessero adottare delibere analoghe.
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