Centro diurno per i minori nella villetta confiscata

La giunta Maragno affida l’immobile all’Azienda speciale per la trasformazione a fini sociali dopo che l’abitazione era stata di nuovo occupata dalla famiglia rom
MONTESILVANO. Un altro passo avanti per trasformare la palazzina di via Adige confiscata alla criminalità in un centro diurno per minori. La giunta del sindaco Francesco Maragno, ha dato il via libera ieri mattina all’utilizzo dell’immobile di Villa Verlengia da parte dell’Azienda Speciale. Il provvedimento arriva a poche ore dalla scoperta che la famiglia rom alla quale era stata sequestrata e poi confiscata la villetta era tornata a occupare l’abitazione. Dopo la segnalazione da parte di alcuni residenti, insospettiti dall’insolito via vai al primo piano dell’edificio, i carabinieri si sono presentati per un sopralluogo, sabato mattina, trovando in casa i precedenti proprietari dell’abitazione che sono stati dunque allontanati mentre un fabbro provvedeva a sostituire le serrature.
Contestualmente, il sindaco Maragno e il suo vice, Ottavio De Martinis, hanno spiegato che l’iter per l’assegnazione della villetta a scopi sociali stava procedendo senza alcun rallentamento e che, in settimana, l’amministrazione civica avrebbe affidato l’edificio all’Azienda speciale. Il provvedimento di confisca della casa era infatti scattato nel giugno 2014, dopo un'ordinanza dell'agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Cosicché l’appartamento – composto da un salone/cucina, due bagni, due camere da letto – era stato successivamente acquisito nel patrimonio comunale nel novembre scorso. «La trascrizione nei registri immobiliari a favore del Comune della casa confiscata è avvenuta lo scorso 6 marzo e ci è stata comunicata soltanto la settimana scorsa», hanno sottolineato sabato gli amministratori. «Senza l'effettivo trasferimento nel patrimonio pubblico non avremmo potuto fare nulla».
Impegno mantenuto, dunque, come fa sapere lo stesso De Martinis. «Questa mattina (ieri, ndc), come anticipato nei giorni scorsi», afferma, «abbiamo deliberato la cessione in comodato d’uso all’Azienda Speciale della villetta confiscata in via Adige». La delibera dispone anche la riattivazione delle utenze domestiche relative alle forniture di energia elettrica, gas metano e acqua potabile, così come l’attivazione di un’utenza di telefonia fissa e una connessione internet.
«Verrà ora stipulato», spiega ancora De Martinis, «un contratto di comodato con l’Azienda della durata di nove anni. Nel contratto verrà inserito anche un vincolo con cui s’impone l'utilizzazione sociale conforme a quanto deliberato dal Consiglio comunale. Nell’immobile sorgerà un centro diurno». Il contratto, infine, assegnerà al Comune di Montesilvano le spese contrattuali e la manutenzione straordinaria della villetta mentre la manutenzione ordinaria spetterà all’Azienda speciale.
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