Centro per minori «Ancora 18 mesi»

Città Sant’Angelo, Galli: se l’Asp non trova i finanziamenti entro un anno e mezzo, l’immobile tornerà alla Provincia
CITTÀ SANT’ANGELO. Diciotto mesi di tempo per trovare i finanziamenti e sbloccare la situazione del Centro per Minori a San Martino di Città Sant’Angelo: sono queste le condizioni dell'affidamento alla Asp, l'azienda pubblica di servizi alla persona che da oltre 10 anni ha avuto in uso gratuito dalla Provincia lo stabile destinato ad accogliere un centro di recupero per minori con disagio psichico.
«Il protocollo d'intesa con la Asp è stato stipulato un paio di mesi fa», spiega Mario Lattanzio, dirigente della Provincia. «Avendo in uso la struttura possono chiedere direttamente fondi, anche perché la gestione e l'organizzazione di servizi di questo tipo è l'attività a cui una Asp è indirizzata». L'obiettivo è dunque intercettare fondi della Regione o del ministero. L'attività del Centro per minori non è mai partita perché mancavano i soldi per opere complementari: ad esempio un impianto di sollevamento, necessario perché la struttura si trova al di sotto del piano stradale. «L'affidamento per 18 mesi è una situazione transitoria», spiega il consigliere provinciale e presidente del consiglio comunale di Città Sant'Angelo Franco Galli, «nella speranza che la situazione possa sbloccarsi: in caso contrario la struttura tornerà ad essere gestita dalla Provincia. Quello che mi preme sottolineare è che siamo molto attenti alla situazione della zona e alle condizioni di disagio che si sono venute a creare. Non è una zona in abbandono, è anzi presidiata quotidianamente considerando che a pochi metri si lavora per la realizzazione del secondo nuovo ponte sul fiume Saline».
Il riferimento è agli atti vandalici che hanno interessato lo stabile negli ultimi tempi, dopo che qualcuno è riuscito ad aprire alcuni degli ingressi: attualmente è possibile entrare liberamente e qualcuno ne ha approfittato per rompere porte, imbrattare i muri o danneggiare i sanitari dei bagni. Il presidente della Asp di Pescara Dario Recubini ha proposto di far diventare il Centro per Minori uno Sprar, utilizzando i finanziamenti destinati all'accoglienza dei migranti per completare i lavori e riparare i danni. Ma sulla proposta di Recubini, Galli preferisce glissare: «Non sono a conoscenza di questa possibilità». E' certo invece che per l'attivazione di uno Sprar servirebbe il benestare del Comune, che fino ad oggi ha preferito non entrare nella rete di accoglienza per rifugiati. Resta da capire poi l'opportunità di utilizzare uno stabile finanziato dal Cipe, il comitato interministeriale per la programmazione economica, con una funzione diversa da quella a cui era destinato.

