Centrodestra, la frattura resta aperta

8 Novembre 2022

Il vertice di maggioranza all’Aurum non risolve le ostilità con Forza Italia. Marsilio: «Sono pronto a elezioni anticipate»

PESCARA. «Pronto a elezioni anticipate». Bastano pochissime parole a Marco Marsilio per mandare un massaggio forte ai riottosi di Forza Italia che ieri hanno disertato il vertice di maggioranza convocato dal presidente della Regione per le 10.30 all’Aurum di Pescara.
Il centrodestra non risolve le ostilità interne che sono esplose la settimana scorsa con l’inizio di una compagna ostruzionistica a tutto campo da parte dei forzisti sfociata nella sospensione delle Commissioni che avrebbero dovuto creare le basi per il Consiglio regionale da tenersi oggi, ma che invece è saltato dal calendario dell’Emiciclo.
Forza Italia non dà segnali di ripensamento. Chiede, anzi pretende l’ingresso come consigliere nell’assise regionale di Gabriele Astolfi, ex sindaco di Atri e primo dei non eletti del partito di Berlusconi nel Teramano, per pareggiare i conti con l’alleato di coalizione, Fratelli d’Italia, che ormai da tempo si ritrova con una poltrona in più occupata dall’altro teramano, il sottosegretario Umberto D’Annuntiis, che ha lasciato il Cavaliere per Meloni.
Dentro Astolfi, quindi, e strada sbarrata per il meloniano Massimo Verrecchia, sulla base di un articolato Risiko di poltrone innescato dalla elezione in Senato di Guido Quintino Liris che, prima di Natale, dovrà dimettersi dal Consiglio e rinunciare al posto in giunta. Ma il governatore d’Abruzzo non cede neppure un millimetro di terreno. A mali estremi, estremi rimedi avrà pensato ieri Marsilio nella frazione di secondo che ha preceduto la sua frase da qualcuno ritenuta provocatoria più che realistica, ma dal chiaro significato politico giunto alle orecchie dei forzisti assenti (leggi Mauro Febbo). Del resto Marsilio sa bene che tornare con un anno d’anticipo alle urne per le regionali, in cui sarà ricandidato presidente per il centrodestra, conviene molto a Fratelli d’Italia che sta viaggiando con il vento in poppa e molto meno a Forza Italia che procede di bonaccia. E poi è mai possibile che D’Annuntiis accetti di entrare in giunta al posto di Liris aprendo le porte dell’Emiciclo ad Astolfi quando i due si vedono come Clark Kent, in arte Superman, vedeva la kriptonite?
Non lo è. Ma la difficile mediazione per risolvere la frattura del centrodestra non tocca più a Marsilio che, di fatto e seppure tra le righe, ieri si è pronunciato. La patata bollente, anzi la kriptonite passa nelle mani dei segretari dei due partiti, Etel Sigismondi e Nazario Pagano. E uno dei due dovrà accettare la resa.
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