Centrosinistra contro il sindaco: «La città è indietro su tante cose»

I consiglieri del Pd criticano la decisione di De Martinis di volersi ricandidare il prossimo anno «Scarsa manutenzione del verde e strade in condizioni pietose: ecco le situazioni ancora irrisolte»
MONTESILVANO. «Azioni positive in questi anni ci sono state, ma molte di esse si sarebbero potute realizzare meglio, mentre altre ancora sono mancate del tutto». Così il Pd dopo l'annuncio del sindaco Ottavio De Martinis di volersi ricandidare nel 2024, alla luce dei risultati positivi raggiunti, anche se potrà restare in carica solo tre anni, sino al 2027 quando è prevista la fusione con Pescara e Spoltore. «Vedo situazioni ancora irrisolte», sottolinea il capogruppo Enzo Fidanza. «Vedo una città per molti versi abbandonata a se stessa. C'è scarsa manutenzione del verde e delle strade. Alcune zone sono piene di buche. Se non fosse stato per i soldi arrivati per il Covid e quelli del Pnrr Montesilvano cadrebbe a pezzi». Fidanza lamenta poco coinvolgimento da parte del sindaco e dell'amministrazione sul Pnrr. «Si tratta», sottolinea, «di un calderone di risorse su cui sarebbe utile discutere insieme. Più volte abbiamo chiesto di poter dire la nostra e di rivedere insieme i progetti». Per il capogruppo del Pd, si sta puntando inoltre sul turismo sportivo, ma c'è ancora tanto da fare. «Gli impianti sportivi sono in condizioni pietose. Fanno gli eventi», dice, «bloccando la viabilità e il lungomare».
Sulla Stella Maris, a suo dire, «non si capisce ancora come si vuole intervenire di preciso». «È un immobile storico che andrebbe usato per le sue caratteristiche. Mi chiedo sino a che punto può diventare una sede universitaria». Sulla Nuova Pescara, vede il sindaco ancora poco convinto. «Dopo anni continua a mostrare avversione, invece di discutere su come fare la fusione e degli obiettivi». Per la consigliera dem Romina Di Costanzo «è evidente che è mancata una visione armonica di idea di città futura, una realtà metropolitana destinata a incardinarsi di qui a poco in un contesto urbano di nuova grande città con la fusione dei tre Comuni».
«E dunque», spiega, «anziché ostinarsi a rinnegare la validità del referendum per poi arrendersi all’evidenza dei fatti, sarebbe stato più opportuno avviare sin da subito un’interlocuzione allargata attraverso l’attivazione di una task force che investisse trasversalmente le forze di maggioranza e opposizione e tutti i principali portatori di interessi della collettività, cittadini compresi, e anche le tre realtà coinvolte nel processo».
La consigliera sottolinea inoltre che la vocazione turistica di una città «non è legata solo agli eventi estivi, ma soprattutto all'attenzione riservata alla tutela e salvaguardia del territorio». Invece di richiedere finanziamenti regionali per manifestazioni e spettacoli in piazza, a suo dire, «sarebbe stato prioritario impegnarsi per richiedere lo smantellamento radicale della discarica e per la bonifica dell’asse fluviale, per la realizzazione di corridoi ecologici e di un parco verde alla foce del Saline». Fa poi presente che «diversi sono gli annunci rimasti solo intenzioni e che non si sono concretizzate in atti». Cita, quindi, la riqualificazione di Villa Delfico, il Piano regolatore, i piani di mobilità strategica, il piano commercio, lo svincolo e prosecuzione della tangenziale. «Non vogliamo disconoscere parte del lavoro svolto», dice, «ma un ascolto attento delle critiche delle opposizioni avrebbe portato vantaggi a tutti».

