Chef Heinz Beck all’Alberghiero

«Volevo fare il pittore, mio padre mi disse di studiare roba seria»
PESCARA. «Il momento più bello è quando entro in cucina a lavorare con i miei ragazzi e oggi sono felice come il primo giorno, 38 anni fa. Entrare in cucina significa sporcarsi le mani, ed è nobile farlo, non è da “operaio”, significa che una persona tiene al suo lavoro. Se voi studenti volete, un giorno, fare gli chef, sporcatevi le mani, non fate gli attori, altrimenti scegliete un’altra professione».
Lo ha detto lo chef stellato Heinz Beck che ieri ha incontrato i 21 studenti del progetto Pon “A scuola di scrittura – Giornalisti si diventa”, promosso dall’Istituto Alberghiero Ipssar De Cecco di Pescara, nell’aula magna, alla presenza, tra gli altri, della dirigente Alessandra Di Pietro, del presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco, del presidente della Saga Enrico Paolini, e delle docenti Pina Fusco, Grazia Coccia e Cristiana De Martinis, responsabili del progetto Pon.
Rispondendo alle domande dei ragazzi, lo chef ha detto: «Circa 38 anni fa, anch’io ero in un Istituto Alberghiero a studiare», ha detto Beck, «Lo chef non era considerato come oggi, e io da ragazzo non volevo neanche fare lo chef, ma il pittore. Poi mio padre mi ha indotto a studiare qualcosa di serio, perché la pittura non era considerata cosa seria. Con gli anni, lavorando, ho capito come sia importante cucinare bene e sano e oggi la cucina offre un’ampia multidisciplinarietà. Sono arrivato nel ’94 in Italia dalla Germania, quando mi hanno offerto di gestire il ristorante La Pergola. Avevo deciso di restare due anni: da quel momento sono passati 24 anni . Poi, nel 2001, ho sposato una donna siciliana, Teresa, e insieme abbiamo creato una società di consulenza e management nel food con 8 ristoranti e 2 alberghi. Il segreto del nostro lavoro è la passione e stare vicino ai ragazzi, alle giovani leve». Il miglior piatto realizzato «sarà il prossimo che creerò, spero di non aver ancora concepito la mia opera migliore». E la divisa di uno chef «dev’essere sempre immacolata, pulita: rappresenta l’immagine della sua cucina, ossia del suo regno». A Beck la dirigente Di Pietro ha donato il gagliardetto della scuola, un volume sul gusto realizzato dall’Istituto Alberghiero e un’opera in ceramica sull’Abruzzo.

