Chi sono le quattro vittime

1 Aprile 2023

Alessandra era una dietista della Asl, Massimo giocava a hockey in carrozzina

L’AQUILA. «Professore grazie per tutto ciò che hai fatto per mio marito». È uno dei tantissimi messaggi apparsi ieri sui social. Carlo Vicentini professore ordinario di Urologia all’Università dell’Aquila e primario (in convenzione) all’ospedale di Teramo, nel corso della sua decennale attività ha salvato decine, forse centinaia di vite. Tutti i suoi pazienti lo ricordano come un professionista eccelso che non si limitava a curare o operare i suoi pazienti ma li seguiva costantemente e non si creava problemi se veniva chiamato anche in piena notte. Era andato in pensione dal primo gennaio di quest’anno. Il Rettore Edoardo Alesse e il direttore amministrativo Piero Di Benedetto - che ieri sono accorsi alla villa di Tempera dove si è consumata la tragedia - ricordano che, anche per non perdere la grande professionalità ed esperienza del professor Vicentini, gli avevano proposto di restare fino a ottobre 2023. All’inizio pare che l’idea non era dispiaciuta al professore che poi però, senza dare troppe spiegazioni, aveva deciso di lasciare il lavoro all’Università e all’ospedale di Teramo dall’inizio del 2023. Vicentini era parte di una famiglia molto nota e stimata di Tempera. Un fratello, Alfonso, era un imprenditore agricolo e un allevatore che nel 1994 si candidò al parlamento per Forza Italia. Alfonso è morto a 73 anni nel marzo del 2014 all’ospedale di Terni, dove era stato ricoverato a seguito di un incidente stradale. Aveva perso anche una sorella e ora dopo la tragedia di ieri resta solo Giovanni. Vicentini era un appassionato cacciatore di pernici e appena poteva e nei periodi in cui era possibile cacciare si aggregava con un gruppo di amici per lunghe camminate in montagna.
LA MOGLIE
Carla Pasqua, la moglie di Vicentini, era originaria di Paganica e da qualche anno era in pensione. Ha lavorato all’amministrazione della Asl dell’Aquila e in particolare nel settore beni e servizi. È stata vicepresidente dell’Inner Wheel dell’Aquila dove si era sempre impegnata in attività solidali. Era dedita totalmente alla famiglia e ai due figli e in particolare a Massimo che aveva maggiore bisogno di attenzione.
IL FIGLIO disabile
Massimo Vicentini aveva 42 anni ed era disabile dalla nascita. Le sue condizioni di salute si erano aggravate negli ultimi mesi e viveva attaccato a un respiratore. Lo sport era la sua grande passione: tifosissimo del Milan, giocava a hockey in carrozzina nella squadra della Mirmidoni Piceni (Ascoli), club di cui è stato anche vicepresidente. Brillante anche negli studi: aveva conseguito la laurea in Scienze Biologiche all’università dell’Aquila.
la figlia dietista
Alessandra Vicentini, la figlia, lavorava come dietista nel reparto di oncologia dell’ospedale di Teramo. Aveva 36 anni. Si occupava di diete personalizzate e aveva un suo studio a Paganica, non lontano dalla casa di famiglia in cui è avvenuta la strage. Era molto attiva su Facebook, dove gestiva una pagina in cui dava consigli utili per una corretta alimentazione da seguire. Tutti la ricordano come una ragazza solare e una professionista esemplare.
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