«Chiariremo il caso Fb Servizi»

28 Maggio 2016

Sindaco fiducioso dopo il reintegro delle tre dirigenti licenziate

SAN GIOVANNI TEATINO. «Il provvedimento del tribunale di Chieti sulle tre dirigenti licenziate è un'ordinanza, a seguito di cognizione sommaria dei fatti, non una sentenza». A premetterlo è Luciano Marinucci, che interviene sulla revoca, decretata dal giudice del lavoro, Laura Ciarcia, del licenziamento di tre dirigenti della Fb Servizi, rimaste senza lavoro da aprile 2015, quando a gestore la società è subentrata lla Sgt Multiservizi.

«Si è chiusa la fase cautelare e con l'impugnazione si aprirà il vero giudizio di merito che porterà a una sentenza», precisa il sindaco. La riorganizzazione della società dei servizi, che ha portato alla nascita della Sgt, comincia a fine 2014, dopo un incontro a Roma con il ministro Del Rio. In quella sede, il Comune avvia la ristrutturazione delle società in house Fb Tributi e Servizi, portandole da due a una. Il piano prevedeva il recupero, in capo a personale del Comune, le funzioni direttive e di controllo delle tre dirigenti della Fb, che quindi furono licenziate proprio perché la pianta organica della nuova Sgt non prevedeva le loro mansioni.

«Basti dire che fino all'insediamento della nostra amministrazione, i quadri di Fb Tributi e Servizi erano anche componenti dei rispettivi Cda. Una duplicazione di costi e funzioni inconcepibile» rileva Marinucci, «grazie alla nostra riorganizzazione, abbiamo garantito stessi servizi, stesse tariffe e un risparmio per il Comune di 400mila euro. Questo va chiarito anche a chi, come Verino Caldarelli, parla sempre di distruzione dei servizi e aumento di costi. Evidentemente, non sa di cosa parla».

La ristrutturazione societaria è avvenuta sotto il controllo della prefettura, previo accordo sindacale approvato dall'assemblea dei lavoratori. «Siamo sicuri che un esame approfondito della questione darà ragione alla nostra azione. I costi aziendali relativi agli stipendi delle tre dirigenti ammontano a 160mila euro», chiude il sindaco. Senza parlare di altri costi e rimborsi. La retribuzione di una maestra del nido è mediamente inferiore alla metà di uno di questi stipendi. È evidente che tale situazione, dato il taglio delle risorse statali destinate al Comune, per oltre 2,5 milioni, non è assolutamente sostenibile, non volendo l'amministrazione ridurre i servizi alla cittadinanza, né aumentare le tariffe, considerato peraltro che nessuna delle tre lavoratrici ha sostenuto un concorso pubblico per l'immissione nel posto di lavoro». (g.d.l.)

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