Chiesa risorge con l’otto per mille

28 Febbraio 2018

Tocco da Casauria. Al via in primavera il consolidamento a San Domenico

TOCCO DA CASAURIA. Avranno inizio appena le condizioni del tempo lo permetteranno, la neve si sarà sciolta, le temperature saranno più alte e ci sarà il sole di primavera. Sono i lavori di consolidamento e restauro della facciata della chiesa di san Domenico, finanziati dalla conferenza episcopale italiana (Cei) con un contributo di circa 60mila euro, arrivati dai fondi dell'8 per mille, inclusi in un pacchetto di finanziamenti attinenti al recupero di vari beni della stessa natura.
I lavori sono stati approvati dalla soprintendenza ai Beni culturali, storici e architettonici di Chieti, progettati dall'architetto Francesco Montazzoli, di Popoli, e affidati alla Impresa Mammarella di Vacri (Chieti). «Il finanziamento è legato» spiega il parroco, don Michele Persichitti, «agli eventi sismici più recenti, quelli del 24 agosto 2015 e delle successive scosse del 30 ottobre dello stesso anno, che causarono danni soprattutto al portale. Dopo le scosse del 18 gennaio 2016, si è potuto rilevare un quadro critico diffuso, tanto che si è ritenuto di dover chiedere un intervento dei vescovi italiani che potesse contribuire a salvare un gioiello dell’architettura che risale a ben 700 anni fa». La prima fondazione della chiesa è datata 1317, per opera dei frati francescani che la realizzano con un modello a croce greca, di dimensioni molto ridotte rispetto a quelle attuali. Furono infatti i domenicani che, nel 1770, operarono una ampliamento del luogo di culto realizzando anche il convento. La chiesa crebbe di dimensioni con un’ampia navata centrale, che invece prima si fermava proprio nei pressi dell'altare, e una facciata realizzata in pietra locale di travertino, lasciato scoperto.
Il consolidamento prevede iniezioni con malte speciali per sopperire alla scarsa resistenza della malta. Sarà rimesso in sesto anche il portale in pietra, che negli anni scorsi ha subito crolli di alcuni pezzi, sapientemente recuperati e conservati dal parroco, e che oggi possono dunque essere riassemblati per ricostituire l'intero assetto dell’ingresso. Saranno legati anche con armature d’acciaio. Dall'aprile del 2009, la bella chiesa di san Domenico svolge le funzioni di primo luogo di culto del paese per aver sostituito le funzioni della parrocchia intitolata a Sant'Eustachio, anch’essa gravemente danneggiata dal sisma e oggi ancora sottoposta a impegnativi lavori di recupero e restauro. (w.te.)
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