Chimica Bussi, il Pd crede nel progetto

16 Marzo 2017

Il piano di investimenti annunciato da Domenico Greco apre nuove aspettative sul rilancio industriale

BUSSI SUL TIRINO. Il piano industriale annunciato da Domenico Greco, presidente edamministratore delegato della Società Chimica Bussi, del gruppo Todisco, che da agosto 2016 ha rilevato le quote della ex Solvay, piace al Pd bussese.

«Sono contenuti che vanno nella direzione, da noi sempre auspicata, di un serio consolidamento e rilancio del sito industriale ex Solvay» affermano i consiglieri comunali di opposizione, Luigi Moscone (che è anche segretario del Pd) e Cinzia Trabucco. «L'illustrazione del progetto industriale reso, dopo la sottoscrizione dei contratti con le ditte, testimonia la serietà del progetto stesso che speriamo possa ridare nel corso del tempo slancio e prospettive al nostro paese. Siamo consapevoli, naturalmente», vanno avanti i raporesentanti del Pd «che ci troviamo di fronte a un percorso che deve ora essere concretizzato. Auspichiamo che lo diventi presto, a patto che vi sia un rapido rilascio delle autorizzazioni necessarie da parte degli enti preposti. La società Chimica Bussi ha rilevato la Solvay, lo scorso agosto, e questi segnali, a distanza di pochi mesi, ci sembrano ancora più importanti perché accompagnati da un programma di recupero del sito industriale, con un piano di investimenti e di sviluppo credibile, calibrato alle potenzialità e caratteristiche di quello che è attualmente il sito produttivo».

Il progetto prevede sviluppi di tutte le realtà produttive del polo chimico, a cominciare dalla produzione della soda, che dal 30% deve passare al 50 % di concentrazione per avere un più largo impiego e soddisfare un mercato più ampio.

Vi è poi la realizzazione di una nuova centrale termica, per essere più indipendenti in ambito energetico, e il rilancio dell'Eureco, con un sistema produttivo a bassa temperatura, che è un prodotto sbiancante, utilizzato per la produzione di dentifrici e detersivi. Sarà migliorato anche il sistema di depurazione delle acque. È un progetto che prevede investimenti per 60 milioni di euro, che prevede di triplicare in 8 anni i 100 dipendenti diretti e i 30 indiretti. «Con il coinvolgimento di nuovi partner, leader del settore chimico» riprendono Moscone e Trabucco «riteniamo valida questa iniziativa industriale, che seguiremo con attenzione. Apprezziamo la volontà dichiarata di mettere a disposizione di nuovi imprenditori che ne facessero richiesta le aree dismesse del sito. Aspettiamo altresì fiduciosi l’avvio del programma di investimento annunciato dalla Unichimica Filippi, dopo la sottoscrizione del contratto di diritto di superficie. Questi programmi ci fanno essere fiduciosi nel rilancio del nostro sito industriale».

Walter Teti

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