Chiude un altro negozio su corso Gramsci

POPOLI. Crisi, buio, silenzio. Un’altra luce di una vetrina commerciale si spegne su corso Gramsci, la strada centrale di Popoli. Crisi economica profonda o area pedonale? L’interrogativo è aperto...
POPOLI. Crisi, buio, silenzio. Un’altra luce di una vetrina commerciale si spegne su corso Gramsci, la strada centrale di Popoli. Crisi economica profonda o area pedonale? L’interrogativo è aperto sulle ragioni di un’altra chiusura, un negozio di abbigliamento, e riaccende il dibattito tra i residenti che non ce la fanno più a veder morire il centro storuico.
Sul popolare social network Facebook, in particolare, il post scritto nella pagina di uno storico negozio di scarpe ha fatto partire un lungo dibattito virtuale tra cittadini e istituzioni. «Chiude purtroppo il negozio di abbigliamento “Celine”, e altri chiuderanno a breve nel buio e malinconico deserto di corso Gramsci e nella più totale indifferenza delle istituzioni locali, dal sindaco in giù. Ci dispiace soprattutto per gli infreddoliti pensionati locali, da anni unici frequentatori del corso, ai quali verrà a mancare una delle poche luci di riferimento rimaste».
Il primo cittadino, Concezio Galli, non ci sta proprio ad assumersi la responsabilità di una crisi nazionale e globale, con numerosissime chiusure di aziende e negozi.
«Sono disponibile a qualsiasi confronto e dibattito e senza problemi», scrive Galli, «ma ripartiamo dal 2007, sia chiaro a tutti. Se poi qualche commerciante si è lamentato anche di iniziative come le notti bianche, che hanno visto dopo anni una marea di gente, allora ho detto tutto. Se si riesce a riempire il corso con tali iniziative allora lavoriamo per creare eventi e iniziative serie». Ma l’ex titolare del negozio che ha chiuso i battenti, incalza: «A Popoli si preferisce avere negozi chiusi piuttosto che abbassare gli affitti. Io metterei una bella tassa su tutti i locali chiusi, poi vediamo se non li affittano per pochi spiccioli».
L’avvocato Attilio Di Camillo aggiunge: «La realtà economica è molto difficile e per farvi fronte non servono gli strumenti ordinari. Bisogna passare a misure straordinarie. Penso, ad esempio, all’esperimento monetario del Comune di Guardiagrele del professor Auriti che invito tutti ad approfondire». Un’altra proposta arriva da Giovanni De Stefanis, giovane popolese che vive all’estero: «Questioni di outsourcing a parte, credo che occorra, innnazitutto, una persona dedicata esclusivamente allo sviluppo delle attività commerciali, con idee marketing nuove ed efficaci e con ottime capacità per gestire il poco denaro pubblico a disposizione».
Una delle idee rilanciate da De Stefanis è quella del Comune di Orsara con il progetto dell’associazione Commercianti e Artigiani Orsaresi, volto a trasformare le vie del centro in un grande centro commerciale, promosso da un portale web. Semplici idee e piccoli passi verso la ripresa di una cittadina che non vuole morire e veder spegnere tutte le luci delle vetrine.
Silvia Lattanzio
©RIPRODUZIONE RISERVATA

