Chiudono sempre più negozi e attività
Francavilla. Non decolla il progetto della “città delle vacanze” secondo i dati Infocamere-Movimprese del 2016
FRANCAVILLA. Cresce il numero delle attività produttive che chiudono. E non c’è uno, tra i settori trainanti dell’economia cittadina – dal commercio alla ristorazione, passando per l’immobiliare e la manifattura – che abbia registrato nel corso degli ultimi dodici mesi il segno più. A testimoniarlo sono i dati Infocamere-Movimprese (pubblicati nella tabella) che, per Francavilla, nel 2016, segnalano le grandi difficoltà in cui si dibattono le imprese. Notizie non buone per commercio, agricoltura e pesca, come pure per costruzioni, alloggio e ristorazione. Attività che complessivamente assorbono il maggior numero di addetti.
Nel commercio, che ha il maggior numero di imprese registrate in città (760), sono state 60 le cessazioni, a fronte di 39 attività avviate. Non va meglio nel settore strategico dell’alloggio/ ristorazione, cruciale per una località balneare che punta a crescere e a valorizzarsi in ambito turistico. Qui parliamo di un settore che assorbe 839 addetti e, in questo caso, le cessazioni sono state sedici in cambio di tredici iscrizioni. Anche per agricoltura/ pesca il quadro è critico, con 351 imprese attive su 353, di cui 27 sono state chiuse e solo dieci avviate nel corso dell’ultimo anno. Non va meglio quando si apre il capitolo delle costruzioni, con 1.049 addetti impegnati in 285 imprese attive, venti cessazioni di attività e 12 iscrizioni al registro della Camera di commercio. Si può continuare con le immobiliari e le agenzie di viaggio. In ogni caso, la tendenza, nella migliore delle ipotesi, vira al pareggio.
A meno di una ripresa nel 2017, il progetto della “città delle vacanze”, vocato all’intrattenimento con significativi investimenti pubblici nell’allestire i cartelloni estivi, avrà certamente bisogno di sostanziosi correttivi se vorrà misurarsi con efficacia contro una crisi economica che non sembra fare sconti a nessuno. Almeno questa è la lettura che arriva da Andrea Leonzio, coordinatore territoriale di “Noi con Salvini”, che sollecita un piano economico di promozione e sviluppo delle attività commerciali, artigianali e agricole, a partire dalle "botteghe storiche" con almeno 30 anni di attività. Che potrebbero beneficiare», annota Leonzio, «di speciali agevolazioni come le esenzioni dal pagamento dell'imposta comunale sulla pubblicità e dal pagamento della tassa per l’occupazione di aree pubbliche o private aperte al pubblico transito concessa dal Comune».
Un altro tema raccomandato all’amministrazione del sindaco Luciani è la razionalizzazione delle aperture dei nuovi centri commerciali, la creazione e l’incremento di un fondo comunale per il commercio. Tra le proposte in campo, i contributi a fondo perduto per l'associazionismo e l'aggregazione delle attività di vendita. «L’obiettivo» dice Leonzio, «è aumentare la capacità attrattiva, le professionalità e incentivare le economie di scala, ma anche elaborare e attuare un programma di eventi, culturali e artistici, che copra tutto l’anno, da svolgersi nei fine settimana per invogliare i francavillesi a rivivere la tradizione e la vocazione del territorio, magari di preferirlo ai centri commerciali per i loro acquisti».
(f.c.)
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