Cibo da asporto: le regole da rispettare

Prenotazioni sul web o telefoniche, contenitori lavabili e ritiro senza contatti ravvicinati
L’AQUILA. Gustare una pizza da asporto? Da ieri si può. Voglia di sushi o di pasta fresca all’uovo? Sì, a patto di rispettare specifiche norme di sicurezza sanitaria e distanziamento. Sei semplici regole, contenute nell’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Marco Marsilio. L’Abruzzo, come altre regioni, in vista della fine del lockdown, si è portato avanti nella parziale riapertura del settore ristorazione autorizzando le vendite di asporto di cibo e bevande e rimettendo in moto, seppur parzialmente, un settore trainante per l’economia regionale.
REGOLE DA RISPETTARE. Il servizio di take away riguarda cucine, ristoranti e gastronomie. Anche nei giorni festivi, e fino al prossimo 4 maggio, quando dovrebbe scattare la riapertura totale della attività, è consentita la vendita da asporto, anche nei giorni festivi, degli esercizi di somministrazione di alimenti e da parte delle attività artigiane come pasticcerie e pasta all’uovo. Ma con determinate accortezze. Innanzitutto, occorre una prenotazione online o telefonica, per evitare assembramenti all’interno dei negozi. Il ritiro dei prodotti ordinati può avvenire solo su appuntamento, con ingressi dilazionati nel tempo e consentendo, nel locale, la presenza di un cliente alla volta. Il titolare deve assicurarsi, inoltre, che il cliente permanga all'interno del locale il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento della merce. Gli alimenti e le bevande acquistati non possono essere consumati sul posto.
PASTA FRESCA. Le attività di produzione e commercializzazione della pasta all’uovo potranno aprire in una fascia oraria prestabilita, dalle 9 alle 14. Anche in questo caso, la vendita viene effettuata garantendo che gli ingressi per l'acquisto dei prodotti sia dilazionati nel tempo e contingentati per evitare assembramenti all'esterno e consentendo la presenza, all'interno del negozio, di un solo cliente. Per il confezionamento e la vendita dei prodotti sono in vigore tutte le normative relative al contenimento del coronavirus, con le massime garanzie igieniche.
TAKE AWAY. Il servizio di ritiro dell'ordine sul posto, conosciuto come take away, presuppone, comunque, che non ci siano contatti ravvicinati tra le persone. Particolare attenzione dovrà essere riservata anche al confezionamento del cibo: il piano di autocontrollo dell'azienda, sulle normative sanitarie, deve prevedere una specifica procedura sul confezionamento. Il packaging e i contenitori per l'asporto devono essere lavabili e sanificabili. Nel caso della cucina e della ristorazione, come da normativa nazionale, tra la fine della cottura del cibo e la consegna, non devono trascorrere più di 90 minuti. La prima ad autorizzare la vendita di cibi da asporto è stata la Toscana. A ruota, l'Abruzzo con l'ordinanza a firma di Marsilio, che ha autorizzato la vendita di cibi da asporto ristoranti, pizzerie e pasticcerie. Riparte, così, la vendita della pasta fresca, dai ravioli alle tagliatelle, dagli gnocchi alla chitarrina e della pizza, altro alimento di largo consumo. Da ieri hanno riaperto le cucine di molti ristoranti, ma con piatti rigorosamente da asporto. (m.p.)
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