Cimitero, rifiuti interrati: nuovi sequestri

21 Ottobre 2023

I carabinieri mettono i sigilli ad altri terreni per valutare l’estensione e il livello dell’inquinamento nel sottosuolo

FRANCAVILLA. Scatta il sequestro di nuove aree all’interno del cimitero comunale di Francavilla. Il provvedimento del sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Giancarlo Ciani è stato firmato dopo l’ispezione in cui i carabinieri della sezione operativa della compagnia teatina hanno scoperto che sono stati interrati «rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi» nella zona di ampliamento del camposanto.
GLI INDAGATI
Nell’inchiesta gli indagati sono cinque: gli imprenditori Franco Antonio De Francesco, 56 anni di Isernia, e Alessandro De Francesco, 53 anni, anche lui isernino; Carlo Sbaraglia, 56 anni di Francavilla, dipendente dell’azienda incaricata dell’intervento; l’architetto del Comune adriatico Maurizio Basile, 55 anni di Chieti, responsabile unico del procedimento; e Luigi Febo, teatino di 58 anni, presidente del consiglio comunale di Chieti, coinvolto non nella veste di politico ma per la sua attività professionale di architetto e, nel caso specifico, di direttore dei lavori per l’ampliamento. Le ipotesi di reato sono soppressione di cadavere (insieme ai rifiuti sono stati interrati anche resti umani), gestione o realizzazione di una discarica non autorizzata e frode nelle pubbliche forniture. Alle società Cimitero San Franco e De Francesco Costruzioni è contestata invece la responsabilità amministrativa.
IL SEQUESTRO
I sigilli si sono resi necessari alla luce della complessità delle indagini e del fatto che le operazioni tecniche di sondaggio devono essere portate a termine anche verificando il livello di inquinamento e la sua estensione nel sottosuolo. Pure il sindaco di Francavilla Luisa Russo è stata informata del preoccupante ritrovamento di amianto tra i rifiuti interrati. Nelle aree di interramento già in uso e nei loculi sarà possibile continuare a eseguire tumulazioni.
LE ANALISI
Nei giorni scorsi, nei laboratori di Pescara e Teramo dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta), sono iniziate le analisi sui campioni di terreno prelevati dai carabinieri nel sopralluogo del 12 ottobre, anche al fine di cristallizzare la presenza di fibre di amianto.