Cimitero, spunta altro amianto interrato

Francavilla, continuano gli scavi nelle aree sequestrate: potrebbero essere disposte nuove analisi sui campioni prelevati
FRANCAVILLA. Spunta altro amianto interrato al cimitero comunale di Francavilla. La scoperta è stata fatta durante gli scavi ancora in corso nelle aree già sequestrate nell’ambito dell’inchiesta della procura della Repubblica di Chieti che ha fatto emergere una circostanza inquietante, ovvero che – nella zona di ampliamento del camposanto – sono stati sepolti «rifiuti pericolosi e non pericolosi». Oltre all’amianto, sono stati trovati ulteriori scarti edili. Le operazioni di scavo sono portate avanti alla presenza dei carabinieri, dei tecnici dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta) e dei consulenti nominati dal pubblico ministero Giancarlo Ciani. I campioni di terreno prelevati potrebbero essere ora analizzati proprio nei laboratori dell’Arta, come era già avvenuto lo scorso ottobre, quando erano stati rinvenuti rifiuti e amianto.
Nell’inchiesta gli indagati sono cinque: gli imprenditori Franco Antonio De Francesco, 56 anni di Isernia, e Alessandro De Francesco, 53 anni, anche lui isernino; Carlo Sbaraglia, 56 anni di Francavilla, dipendente dell’azienda incaricata dell’intervento di ampliamento; l’architetto del Comune adriatico Maurizio Basile, 55 anni di Chieti, responsabile unico del procedimento; e Luigi Febo, teatino di 58 anni, presidente del consiglio comunale di Chieti, coinvolto non nella veste di politico ma per la sua attività professionale di architetto e, nel caso specifico, di direttore dei lavori.
Le ipotesi di reato sono soppressione di cadavere (insieme ai rifiuti sono stati interrati anche resti umani), gestione o realizzazione di una discarica non autorizzata e frode nelle pubbliche forniture. Alle società Cimitero San Franco e De Francesco Costruzioni è contestata invece la responsabilità amministrativa. (g.let.)
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