Cinghiali all’asilo «Non ci sono rischi, bambini al sicuro»

Riaperta la struttura, ma non tutti gli alunni rientrano La preside: serve tranquillità. Il sindaco: barriere pronte
BUSSI SUL TIRINO. Un po’ incuriositi, ancora un po’ spaventati, ma con tanta voglia di raccontare la loro avventura alle maestre che non c’erano venerdì scorso. Con questo spirito ieri mattina i bambini dell’asilo papa Giovanni XXIII di Bussi sul Tirino, sono rientrati nella scuola assaltata quattro giorni fa da un branco di cinghiali, penetrati nell’istituto di via Papa Giovanni all'improvviso, sfondando la porta a vetro, seminando panico e terrore. Intanto il Comune, guidato dal sindaco Salvatore Lagatta, ha concluso tutti i lavori di messa in sicurezza dell’edificio, tra porte riparate, bonifica dei locali, posizionamento dei blocchi di cemento intorno al perimetro della scuola, pulizia della struttura. I piccoli, che la prossima settimana riceveranno dalla preside del comprensivo, Patrizia Corazzini, i diplomini di coraggio, sono rimasti illesi grazie alla prontezza di riflessi delle due insegnanti che in quegli attimi terribili hanno giocato con loro a fare «arriva Perry e tutti giù per terra» per farli nascondere sotto i banchi, le tecniche di evacuazione antisismiche che i bimbi avevano imparato proprio il giorno prima. E grazie al sangue freddo della bidella e del cuoco che hanno isolato gli ungulati in una stanza e li hanno spinti ad allontanarsi all’esterno. Tutto in pochi attimi di paura. All’appello, ieri mattina, non erano presenti tutti e 30 i bambini di 3,4 e 5 anni: qualcuno è rimasto a casa. «I bimbi hanno bisogno di metabolizzare quanto è accaduto», riflette il dirigente scolastico che sta preparando gli attestati da consegnare ai piccoli eroi e i loro salvatori, «ci vuole tempo, ognuno reagisce in maniera diversa e hanno tutto il sostegno possibile, sia della scuola, sia dei genitori. Non tutti sono rientrati in classe, ma quelli che erano presenti si sono mostrati vogliosi di raccontare la loro avventura alle maestre che venerdì che non c’erano. Le insegnanti proseguiranno nella loro opera di tranquillizzazione dei bambini», che potranno liberarsi di angosce e paure attraverso giochi e disegni, come se stessero ascoltando una favola. «Questo incidente ha traumatizzato un po’ tutti, ma la situazione sta pian piano tornando alla normalità», conclude la preside.
Il sindaco Lagatta si è mosso nell’immediato. Subito dopo il fatto, venerdì sera, con il vice sindaco Paolo Salvatore e i carabinieri della locale stazione, diretti da Francesco Macchia e dopo aver allertato il prefetto Giancarlo Di Vincenzo, il primo cittadino ha ordinato l’abbattimento del branco di 18 esemplari che girava nei dintorni del paese. Nessun avvistamento, nei giorni successivi e fino a ieri, da parte dei cacciatori incaricati di sparare a vista qualora si ravvisasse una situazione di pericolo per gli abitanti. «Intanto abbiamo terminato il grosso dei lavori di messa in sicurezza dell’edificio», annuncia Lagatta, «mancano solo alcuni dettagli riguardo alla pulizia esterna, ma la recinzione di jersey è stata installata come un cordone di protezione della scuola, la porta finestra con i vetri a pezzi era stata riparata nello stesso giorno, lunedì abbiamo sanificato i locali. E i piccoli sono tornati a scuola in tutta tranquillità». E la prossima settimana, forse lunedì, faranno festa per lo scampato pericolo.
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