Cinque Stelle, le liste svelate a Pescara

Parlamentarie e polemiche, il palermitano Di Stefano zittisce chi critica: «Con noi la Boschi sarebbe arrivata ultima»
PESCARA. «Noi con le parlamentarie abbiamo garantito a ogni cittadino di poter partecipare. Ci troviamo di fronte a una legge elettorale scritta da Verdini solo per salvare le poltrone giuste, vedi quelle della Boschi, di Casini e dello stesso Verdini. Con le parlamentarie, se gli italiani avessero potuto decidere anche nel Pd, la Boschi sarebbe arrivata ultima». È il cinquestelle Manlio Di Stefano a zittire le polemiche nel primo dei tre giorni del Villaggio Rousseau a Pescara dove, domani, saranno svelati i nomi dei candidati del partito di Grillo. E l’attesa è grande.
Sarà Di Maio a comunicarli dopo aver detto ieri a Roma: «Noi non siamo la navicella per andare in parlamento». Frase chiara ripresa a Pescara da Di Stefano che aggiunge: «Con le parlamentarie è la seconda volta nella storia che le liste elettorali sono votate dai cittadini. E noi vorremmo obbligare tutti i partiti a farlo per legge. Noi ci candidiamo a governare, gli altri litigano per le poltrone». Ma sono i numeri, i grandi numeri, quelli che contraddistinguono l’evento politico pescarese. Te ne accorgi all’ingresso dove la fila di chi vuole partecipare e accreditarsi è più lunga di quella ai botteghini di una partita di serie A. Da mezz’Italia sono arrivati a Pescara per la tre giorni, organizzata all'Aurum, dove parlamentari e ospiti accademici si alterneranno illustrando ad attivisti e potenziali candidati il programma di governo M5S. Ambiente, agricoltura, salute, esteri, immigrazione, sviluppo economico, difesa, e tanti altri, sono gli argomenti da trattare nelle sale, riservate agli iscritti, dell'ex fabbrica del liquore dannunziano. E nelle ore in cui i notai del Movimento stanno mettendo a punto le liste per i collegi plurinominali, nella sala stampa dell’Aurum i 5 Stelle spiegano che: «Berlusconi, che l’ha votata, Salvini e la Meloni, mettono in discussione la legge Fornero. Ma se avessero avuto uno strumento come Rousseau, che obbliga noi 5 Stelle a modificare, con il contributo degli iscritti, le nostre proposte di legge», rincara la dose Di Stefano, «non avrebbero mai fatto la Fornero. Il popolo non è ignorante», sottolinea, «fuori dal palazzo c'è un'intelligenza collettiva che va valorizzata». Intervengono anche Daniele Del Grosso, parlamentare abruzzese, che parla della piattaforma Rousseau come «una rivoluzione democratica», e Gianluca Castaldi, senatore vastese, che si dice «orgoglioso, come abruzzese, per il Villaggio Rousseau», «che gli altri ci vogliono copiare», aggiunge il consigliere comunale bolognese, Massimo Bugani. Quindi tocca alla pescarese Enrica Sabatini, madrina dell’evento, che interviene dopo la collega Erika Alessandrini, spiegare il Villaggio. «E’ un incubatore di idee, luogo di condivisione delle esperienza», dice. «Con il sistema Rousseau stiamo realizzando il progetto di Gianroberto Casaleggio, creare valori attraverso una rete di persone», aggiunge. E sulle polemiche degli esclusi alle parlamentarie anche lei tira dritto: «La nostra non è una rivoluzione tecnologica ma culturale».

