Cinque vittime della strada in soli tre mesi
PESCARA. È una scia di sangue che non si arresta. Una sorta di bollettino di guerra in continua crescita. Che lascia sgomenti e senza parole. Perché non ci si rassegna facilmente alla morte sulla...
PESCARA. È una scia di sangue che non si arresta. Una sorta di bollettino di guerra in continua crescita. Che lascia sgomenti e senza parole. Perché non ci si rassegna facilmente alla morte sulla strada, che continua a travolgere e spezzare all’improvviso troppe vite, giovani e meno giovani.
Prima di Angelo Pisano, che si è schiantato ieri mattina a San Giovanni Teatino mentre andava a lavoro con la moto, è morto quasi un mese fa, a Tocco da Casauria, Marco Paolini, un quarantenne di Castelvecchio Subequeo. Anche lui viaggiava in moto e la caduta sulla Tiburtina, avvenuta il 27 febbraio, gli è stata fatale. Ha trovato la morte in macchina, il 17 febbraio, Mirco Martelli, l’operaio 38enne di Scafa che quella mattina stava andando a lavorare alla Imte quando è stato travolto da un’auto che viaggiava in direzione opposta alla sua, tra Alanno e Rosciano.
Si è schiantata contro un Tir Fabiana Poli, la 24enne di Moscufo che il 19 febbraio era uscita di casa per raggiungere il bar dove lavorava, a Brecciarola, ma non è mai arrivata a destinazione ed è rimasta schiacciata all’interno della sua Opel Corsa.
Ed è morto drammaticamente sotto gli occhi della moglie, a Elice, Gino Palusci, un 65enne di Bisenti che era alla guida di una Megane, sulla Lungofino, quando il veicolo su cui viaggiava la coppia si è scontrato con una Opel corsa che arrivava dalla direzione opposta.
È stato estratto senza vita dall’Ape che guidava con grande sicurezza da decenni Gaetano Palmucci, 73 anni, di Collecorvino, che ha perso il controllo del mezzo ed è finito prima contro un marciapiedi e poi contro un’auto, a Loreto.
Un bilancio infinito, sulle strade pescaresi, fatto di troppe tragedie.
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