Cir, beffa di Natale per 160 operai la cassa integrazione è a rischio

14 Dicembre 2014

Tocco da Casauria, manca una firma per il pagamento degli assegni: domani assemblea dei lavoratori Marinucci della Cgil: «Rimpallo di responsabilità tra il commissario e il Monte dei Paschi di Siena»

TOCCO DA CASAURIA. Rischiano di trascorrere un Natale amaro i circa 160 (una ventina sono al lavoro) dipendenti della Compagnia italiana rimorchi (Cir) dello stabilimento di Tocco da Casauria. Una querelle nata fra il Monte dei Paschi di Siena, sede di Popoli, e la stessa azienda per la firma dell'accordo di garanzia per l'erogazione dei fondi per il pagamento dell'assegno di cassa integrazione, che dovrebbe andare avanti fino a luglio 2015, potrebbe rendere vano l'accordo raggiunto d'intesa con le parti sociali.

I dipendenti dell'azienda escono da un anno di cassa integrazione, scaduto ad ottobre, e si avvierebbero a concludere il ciclo di due anni a partire da luglio 2015, prima di andare in mobilità, salvo nuovi programmi di ripresa della produzione. Al momento a Tocco sono a lavoro una ventina di maestranze per completare, sotto la bandiera della gruppo imprenditoriale polacco Wielton entrato nella gestione Cir, una commessa di 50 semirimorchi. Altri dipendenti hanno presentato le dimissioni subodorando che, terminato questo parziale ciclo lavorativo, la Cir concluderà il proprio percorso produttivo. «Ritengo», spiega il sindacalista della Fiom Cgil Gino Marinucci, «che l'accordo dovrebbe sottoscriverlo il commissario liquidatore della Cir (in amministrazione di concordato preventivo) del tribunale di Verona Roberto Maria Rubini che, al contrario, stima che ad esporsi dovrebbe essere direttamente l'azienda trattandosi di un atto ordinario. Fatto sta che la procedura è bloccata in banca e non vorremmo che questo rimpallo di attribuzioni danneggi gravemente i lavoratori. Già domani», prosegue il sindacalista, «convocheremo un’assemblea generale dei lavoratori per chiarire la questione e decidere il da farsi. Se non basteranno le determinazioni assunte in questo incontro, torneremo a manifestare, entro la settimana, davanti al palazzo della prefettura a Pescara».

L'assegno previsto sarebbe di circa 600 euro mensili per 170 lavoratori per circa 10 mesi: una somma che supera il milione di euro. Resta in piedi l'accordo raggiunto fra Cir e Wielton: la holding polacca si era dichiarata disposta ad assumere una ventina di lavoratori a Tocco dove i pezzi prodotti in Polonia (telai saldati e verniciati) sarebbero stati completati di allestimento a Tocco. Del resto lo stabilimento toccolano, da quando l'azienda senza commesse, ha fermato la produzione, è rimasto inalterato nelle dotazioni di macchine e robot e apparati in ogni reparto del ciclo produttivo. I lavoratori, temendo un smantellamento delle attrezzature, avevano già avviato un picchetto davanti ai cancelli e desistito solo dopo aver avuto assicurazioni.

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