Cir, poca liquidità per anticipare la cassa integrazione

I sindacati e l’azienda di Tocco si sono incontrati ieri al ministero del Lavoro ma l’accordo ancora non c’è

TOCCO DA CASAURIA. Coordinati da Luigi Marinucci della Fiom Cgil, le Rsu aziendali della Compagnia Italiana Rimorchi (Cir) ieri hanno incontrato a Roma i dirigenti del ministero del Lavoro e i rappresentanti dell'azienda per concludere l'accordo, proposto dalle maestranze, sul prolungamento della cassa integrazione per altri due anni a partire dal 1° novembre prossimo. L'azienda, pur propensa a voler salvaguardare l'occupazione, ha ribadito di non avere liquidità sufficiente per anticipare le somme per la cassa integrazione e ha rilanciato con una controproposta che ha lasciato dubbiosi i sindacati:ha messo sul tavolo la possibilità di anticipare il Tfr, anche in parte, tentando un altro accordo con le banche per farsi anticipare i soldi per la Cig.

Per il resto sono stati confermati i 47 esuberi, corrispondenti al 25 per cento degli attuali occuapti, numero minimo consentito dalle normative vigenti per continuare ad accedere agli ammortizzatori sociali. Quattro anni fa l'operazione riusci; oggi però – è stato ribadito nella riunione – le condizioni del mercato non incoraggiano le banche a concedere questo tipo di credito. «Nella mattinata di oggi», afferma Marinucci , «queste problematiche saranno nuovamente discusse in Confindustria a Pescara, mentre nel pomeriggio alle 16,30, nella sede dello stabilimento di Tocco da Casauria, ci sarà una assemblea plenaria dei lavoratori.

Il momento è delicato. Si tratta di salvaguardare 290 posti di lavoro di cui 179 a Tocco nella ex Merker, 100 a Nichelino ex Viberti e 89 a Verona ex Cardi. «Ci aspettavamo», fa notare il sindacalista, «un tavolo risolutivo ieri a Roma, invece è stato ancora interlocutorio, anche se positivo, poiché abbiamo preso atto della volontà dell'azienda a voler risolvere i problemi senza comunque nascondere le difficoltà. L'accento è caduto anche sulla nostra seconda proposta: quella della rotazione integrale dei lavoratori e della garanzia del minimo di stipendio di 800/900 euro mensili per chi sarà a zero ore. Non ci sono stati dinieghi, ma il tutto va nuovamente riproposto e ridiscusso. Dunque, la situazione non è delle migliori e a fronte delle buone volontà delle parti, le problematiche restano aperte».

Dal canto suo l'azienda ha ribadito l'orientamento di mantenere lo stabilimento di Tocco come principale punto di produzione per i telai dei rimorchi e semirimorchi, confermando le sedi di Verona e Nichelino per gli allestimenti e per la gestione dei mercati rispettivamente verso l'Europa dell'est e verso Francia e della Spagna.

Walter Teti

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