Cittadini e commercianti esasperati
Petizioni alle autorità, presto una protesta con le insegne spente
PESCARA. «Non solo spaccio di droga di giorno e di notte, tra via Mazzini e la pinetina del terminal bus. Ma anche gruppetti di persone che si ubriacano e poi litigano tra loro, su corso Vittorio, dando vita a risse continue». È la situazione descritta da Benedetto Gasbarro, residente in corso Vittorio, il cui studio professionale si trova solo a poca distanza, in piazza Santa Caterina. Una zona «caldissima» per la presenza di molti stranieri, fa notare Gasbarro, che alle ultime elezioni comunali si è candidato con la lista della Lega. È stato lui il promotore di alcune petizioni, sottoscritte da chi vive e lavora in questa porzione di città. E l’ultima è (inviata a sindaco, prefetto, questore e comandante della polizia municipale) è stata protocollata il 21 marzo scorso.
I firmatari, una trentina, hanno denunciato il «degrado umano e ambientale» dell’area vicina al terminal per la presenza di «soggetti poco rassicuranti e di persone che forse già vivono di attività illegali e che potrebbero diventare facile esca della criminalità organizzata». Da questa «terra di nessuno», dove manca un bagno pubblico (per cui i bisogni fisiologici si fanno in strada) e dove la percezione di sicurezza è ai minimi storici, cittadini e commercianti chiedono che intervengano le istituzioni. E Gasbarro propone, ricordando delle richieste già formulate in passato, «un presidio fisso» delle forze di polizia per «sradicare lo spaccio e per evitare che la situazione degeneri». Dopo la rissa di due giorni fa, intanto, ci si prepara «a spegnere le luci in segno di protesta». (f.bu.)

